
Tratta dal documentario La Gravità del Superfluo, la colonna sonora originale firmata da Stefano Proietti trova una distribuzione autonoma sulle piattaforme di streaming grazie a FM Records.
Capita raramente che le musiche composte per un documentario televisivo si stacchino dalle immagini per cui sono nate ed entrino nel mercato discografico come opera autonoma. Per la colonna sonora de La Gravità del Superfluo, però è andata diversamente. Il progetto audiovisivo dedicato al lavoro dell’artista contemporaneo Daniele Sigalot, infatti è stato pubblicato dall’etichetta indipendente FM Records su tutte le principali piattaforme di streaming.
Il passaggio dalla sincronizzazione televisiva alla pubblicazione discografica rappresenta un’eccezione interessante nel panorama attuale. Tradurre in suono la produzione artistica di Sigalot — nota per il registro ironico, le strutture imponenti e il costante gioco sulle contraddizioni dei materiali — ha richiesto una struttura musicale flessibile e stratificata.
L’album, composto da undici tracce firmate dal pianista e compositore Stefano Proietti, si muove tra un’apertura sinfonica dai temi ricorrenti, pezzi per pianoforte solo e innesti elettronici supportati da chitarre, basso e batteria: un tessuto sonoro ideato per seguire le declinazioni concettuali dell’opera d’arte.
L’autore dei brani porta nel progetto una formazione accademica d’impostazione classica e jazzistica maturata al Conservatorio Santa Cecilia, affiancata a una solida esperienza sul campo nella composizione applicata al cinema e all’audiovisivo. La sua scrittura cerca di bilanciare il rigore strutturale con la fluidità espressiva richiesta dal racconto visivo.
Alla base del documentario — prodotto da Kluck Studio con la direzione artistica di Walter Garibaldi e la regia di Simone Manzi — c’era l’intento di raccontare i linguaggi dell’arte contemporanea al pubblico televisivo con un taglio narrativo sintetico e diretto. L’interesse riscontrato attorno alle musiche ha spinto la boutique agency romana FM Records, diretta da Alessandro Pinnelli, a investire nel recupero del master per pubblicarlo autonomamente, ampliando così il ciclo di vita del progetto oltre la semplice messa in onda.