
L’agricoltura locale e la tutela della biodiversità hanno bisogno di un lavoro costante di comunicazione e valorizzazione per esprimere tutto il loro valore e non rimanere una realtà marginale. Questo messaggio è stato il filo conduttore dell’incontro “Biodiversità, Cibo e Comunità – Aspettando Terra Madre”, svoltosi presso l’Azienda Agricola Aita a Campagna, in provincia di Salerno. Promosso con la rete di Slow Food Campania e diverse associazioni territoriali, l’appuntamento ha messo al centro la necessità di raccontare in modo efficace i prodotti della terra per garantirne la tutela e il giusto riconoscimento sul mercato.
L’efficacia di questo approccio è stata testimoniata dall’esempio emblematico della papaccella napolitana, illustrato da Vito Trotta, già Consigliere Nazionale Slow Food. Inizialmente svalutata e venduta a prezzi irrisori, la papaccella è diventata oggi un prodotto di grande pregio e ricerca proprio grazie a un percorso strutturato di tutela, comunicazione e valorizzazione promosso dalla rete dei Presìdi Slow Food. Un caso concreto che dimostra come la narrazione del territorio e il lavoro sulle filiere possano restituire il giusto valore economico e culturale al lavoro dei produttori.

L’incontro, moderato da Vito Aita, si è aperto con un omaggio a Carlo Petrini a 40 anni dalla nascita del movimento Slow Food. Nel corso del dibattito, Vincenzo Aita (già assessore regionale all’Agricoltura) ha ribadito l’importanza di rendere i prodotti dei Presìdi accessibili al grande pubblico, evitando di relegarli a nicchie per pochi. Rosanna Raimondo ha condiviso le esperienze di comunicazione condotte nel Vallo di Diano, mentre Padre Rosario Giannattasio ha richiamato i valori culturali ed etici della biodiversità legati alla Laudato si’ di Papa Francesco. Gli interventi tecnici sono stati arricchiti dal Prof. Massimo Zaccardelli (CREA/UNISA) sull’uso del Tea Compost per la protezione delle piante e da Danilo Gorga, vicepresidente regionale di Slow Food.
A coronare l’evento, i partecipanti hanno vissuto un’esperienza pratica e sensoriale con il Laboratorio del Gusto “Il gusto della biodiversità”, curato dalla chef Cristina De Vita dell’Alleanza Cuochi Slow Food insieme a Luciana Ponticelli e Cumpanatico Sud. Il percorso ha proposto degustazioni guidate di legumi tradizionali (tra cui i ceci Cicchetti e il fagiolo dente di morto), abbinamenti con prodotti dell’Arca del Gusto e un finale a base di pasta di grani antichi e fagioli muso nero di Oliveto Citra, affiancato dal Mercato della Terra e dal Tavolo per lo scambio dei semi