Pedine della quotidianità: “Una storia di ordinaria redenzione”

Una storia di ordinaria redezione
  • WhatsApp
  • Telegram
  • Reddit
  • LinkedIn

Giovane avvocato che lavora presso uno studio associato in quel di Milano, Samuele “Sam” Agoni insegue il sogno della tanto agognata promozione, in modo tale da abbandonare il ruolo di semplice collaboratore per poter, così, diventare socio ordinario. Ma lo scatto di carriera tarda ad arrivare e tutta una serie di vicissitudini, come la realizzazione professionale e personale di amici e colleghi, svariate delusioni e, infine, un grave lutto con temporaneo ritorno nella propria terra di origine, trascinano Samuele in un cupo e buio gorgo di demoralizzazione.

Cristallizzare gli aspetti della odierna società 3.0 in modo tale da metterli sotto la lente risulta essere, sempre più, una delicata quanto difficile operazione socio-antropologica non di poco conto. Fortunatamente c’è chi, come il giovane autore Nicola Scutti, è riuscito tramite le pagine scritte di proprio pugno a carpire tali peculiarità e, così, metterle nero su bianco in Una storia di ordinaria redenzione. Opera prima plasmata sotto forma di romanzo di formazione, il testo di Scutti trova il suo punto più forte nell’estrema semplicità narrativa: difatti, siamo di fronte a un testo che, fin dal titolo, dichiara quella che è la sua natura. Non si tratta di una storia sui generis né tantomeno straordinaria bensì un diretto e lucido spaccato di semplice esistenzialismo.

Una storia di ordinaria redenzione è la mise en scène delle pedine della quotidianità e delle loro solitudini nonché dei propri smarrimenti. E la pedina principale, l’attore primario di questo dramma coevo è Samuele, ragazzo come tanti che, anni prima, ha inseguito il sogno della grande metropoli, della carriera, del successo non solo lavorativo ma anche e soprattutto esistenziale. Ideali forti come certezze che, purtroppo, crollano dinnanzi alla cruda realtà dei fatti. Samuele si capacita, giorno dopo giorno, di come l’illusione di derobertiana memoria lasci, poco alla volta ma in maniera brutale, il posto alla presa di coscienza del non essere riusciti, ancora, a raggiungere gli obiettivi che, quasi come un mantra, egli stessi si è prefissato.

Eppure, è proprio questo schianto frontale ad alta velocità che permette al protagonista del romanzo di interrompere il circolo vizioso del “domani andrà meglio” fomentato dalla stasi del non cambiamento e far sì che, una volta abbracciata la disillusione, si possano tirare le somme su se stessi, su cosa àncora il proprio essere a una situazione di stallo. Tuttavia gli scossoni, a volte, non arrivano mai singolarmente ma a frotte. Una grave perdita familiare permette a Samuele di rivedere i suoi piani, di analizzare tutto ciò che gravita intorno a lui per poter così, successivamente, confrontarsi de visu con quello stridulo e profondo urlo di disperazione latente che attornia e stritola il suo Io interiore.

Il messaggio di fondo che emerge, pagina dopo pagina, da Una storia di ordinaria redenzione decodifica quelle che sono le direttive, a volte fondamentalmente e inevitabilmente necessarie, per riuscire a uscire dall’impasse: bisogna cadere, frantumarsi, arrendersi alla valanga sociale che opprime il proprio sistema psicofisico. Mancanza di empatia, carenza di sentimenti ed emozioni, ritmi sovrumani ed estremizzanti convenzioni sociali talvolta rigide sono il point break con cui, Samuele, deve fare i conti. Ed è proprio questa esondazione di situazioni e frustrazioni che apre le crepe, fisiche e non, del protagonista. Ma è da queste ultime che, superata la tempesta, inizia a fuoriuscire la luce a lungo cercata.

Una luce, un bagliore che permette di mischiare le carte in tavola e tentare una nuova mano alla cieca, con un azzardo nel non voler, nuovamente, gettare la spugna bensì darsi da fare poiché solo così è possibile riprendere le redini della propria vita e iniziare a scrivere, giorno dopo giorno, un nuovo e inedito capitolo della propria storia. Senza fronzoli e forte di uno stile asciutto e minimalista, Una storia di ordinaria redenzione parla di noi, degli esseri antropomorfi conosciuti come umani, animali sociali par excellence ma vittime, a volte, proprio di quella società dalla quale non è facile non farne parte emarginandosi in toto.

- 24/07/2022

ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER

Subscribe

* indicates required
© Cyrano Factory è prodotto da Media Factory Adv. All rights reserved.
ACCEDI CONTATTI REGISTRATI AUTORI