
La piccola luce è il romanzo che risveglia il bambino dentro di noi. Chi legge il mio libro parte per un viaggio verso un mondo fantastico popolato da fate, elfi, ninfe, fauni, folletti e gnomi dove la magia può far accadere cose straordinarie.
Ci parli di lei come autrice: La mia passione per la scrittura creativa è iniziata quando ero bambina all’età di circa nove anni. Ho iniziato a scrivere brevi racconti per gioco e non mi sono più fermata. Ho partecipato a tutti i concorsi letterari di cui sono venuta a conoscenza e, in qualche occasione, ho anche vinto. Tuttavia, non ho mai scritto qualcosa per vincere un concorso: scrivo semplicemente perché mi fa stare bene. Se poi ciò che scrivo mi fa anche vincere qualcosa, mi fa piacere ma non è mai stato quello il mio obiettivo principale.

Qual è il suo rapporto con la scrittura? Scrivere ha sempre avuto un effetto calmante su di me. Quando mi sento stressata, la scrittura mi permette di rifugiarmi in un mondo in cui ho il pieno controllo su ciò che accade, al contrario di quanto avviene nella vita reale in cui spesso bisogna essere resilienti e adattarsi alle circostanze. È confortante sapere di avere sempre a portata di mano un mondo in cui sei tu a dettare le regole e in cui niente può ostacolarti.
Quando ha scritto questa storia aveva già tutta la storia in mente o l’ha elaborata strada facendo? Ho iniziato a scrivere il romanzo quando frequentavo l’università, poi ho avuto il blocco dello scrittore e non sono più riuscita a continuare. Una volta completati gli studi, all’improvviso mi è tornata l’ispirazione. Inizialmente, questa storia avrebbe dovuto essere un racconto da pubblicare in una raccolta insieme ad altri scritti in precedenza: non avevo mai scritto un romanzo e non credevo di esserne capace. Con mia grande sorpresa, quando ho ripreso a scrivere, sono diventata un fiume in piena. Sembrava che la storia avesse vita propria e fremesse per uscire dalla mia testa. Ho iniziato a riempire pagine su pagine di Word senza più riuscire a fermarmi fino a che non mi sono resa conto che, senza accorgermene, avevo scritto il mio primo romanzo perché la storia era diventata troppo lunga e dettagliata per essere considerata un racconto. Dopo anni di blocco, ho completato il mio primo romanzo nel giro di un anno.
I suoi scrittori o scrittrici preferite? Le mie saghe fantasy preferite sono Harry Potter di J. K. Rowling e Le cronache di Narnia di C.S. Lewis. Le opere di questi due autori hanno avuto un ruolo molto importante nella formazione della mia identità di lettrice prima e di scrittrice di fantasy poi. Amo il loro stile di scrittura e i meravigliosi mondi che hanno creato. La cosa che mi piace di più però è il fatto che le storie sono ambientate nell’epoca contemporanea a quella dell’autore. Questo permette al lettore di sentirsi maggiormente coinvolto e di riuscire a identificarsi meglio nei personaggi.
Oltre al fantasy, mi piacciono anche gli autori classici e moderni di fiabe e favole. Tra gli autori moderni di opere appartenenti a questo genere letterario, i miei preferiti sono Ana María Matute e Luis Sepúlveda. Ho avuto anche il piacere di intervistare lo scrittore cileno in occasione del lavoro di ricerca che stavo svolgendo per redigere la mia tesi di laurea magistrale. È stata un’esperienza indimenticabile!
Sono anche appassionata di thriller e horror e i miei autori preferiti sono Edgar Allan Poe, Stephen King e Donato Carrisi.
Quanto la lettura è importante per la scrittura e perché? La lettura è un prerequisito fondamentale per la scrittura. È necessario imparare da chi ci ha preceduto per diventare bravi scrittori. Nel mio romanzo, le fate possono spostarsi tramite il viaggio mentale. Credo che la lettura e la scrittura siano proprio questo: la lettura è un viaggio mentale in cui possiamo avvalerci di una guida (l’autore) che ci mostra il mondo che ha creato, mentre la scrittura è un viaggio mentale in solitaria in cui esploriamo le potenzialità della nostra immaginazione per capire quale mondo riusciamo a creare. Tuttavia, questo è possibile solo se prima abbiamo appreso la sottile arte del viaggio mentale da una guida.
È un romanzo adatto ai ragazzi e se sì perché? Il mio romanzo ha tutte le caratteristiche di uno Young Adult, quindi gli adolescenti sono il target di riferimento. I ragazzi sono i lettori che riusciranno a identificarsi meglio nei personaggi. La vita di Lucilla sulla Terra è simile a quella di molte ragazze adolescenti emarginate e innamorate del ragazzo più popolare della scuola che non le ha mai notate.
Tuttavia, ci tengo a sottolineare che, quando ho scritto il romanzo, non l’ho fatto con l’intento di scrivere uno Young Adult. Volevo semplicemente raccontare una storia a chiunque avesse voglia di leggerla. L’intento del mio romanzo è far sognare, ma anche riflettere lettori di tutte le età. Penso che un buon libro sia in grado di appassionare lettori di qualsiasi età, a prescindere dalla categoria in cui viene catalogato.
A cosa sta lavorando? Per adesso, non sto lavorando a nulla. Vorrei scrivere altri libri, ma purtroppo non è una cosa che si può programmare: l’ispirazione è un dono inaspettato che arriva all’improvviso. Se il libro dovesse avere successo, forse l’approvazione dei lettori potrebbe essere la scintilla in grado di far tornare l’ispirazione. Mi piacerebbe molto far diventare questo romanzo il primo volume di una saga fantasy.