LA STANZA VUOTA – Giulia Madonna – Albatros

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Sinossi dell’opera.

L’opera, sotto le mentite spoglie della narrazione di una grande e travolgente storia d’amore, in realtà, narra la crescita psicologica dei protagonisti, che impiegano tutta la loro vita per comprendere il valore immenso del loro sentimento. L’amore scoppia improvviso e violento tra Adriano, maturo e affascinate, ma troppo abituato a giocare con le donne e con l’amore, e Elena, dalla bellezza fresca e senza trappole. Ma da subito i due innamorati reagiscono in maniera differente: lui è affascinato ma non riesce a lasciarsi andare del tutto, lei, priva di sovrastrutture, perché è alla sua prima storia d’amore, si lascia trasportare dal sentimento, senza soppesare le difficoltà a cui andrà in contro.

Nascerà una rovente storia d’amore, fatta di tira e molla, che li legherà e li accompagnerà per tutta la vita. Adriano dovrà toccare il fondo della sua vita per comprendere l’importanza del suo sentimento per Elena. Arriverà a sposarsi infelicemente per la seconda volta, ad avere un figlio, ma continuando a vivere di rimorsi e rimpianti, per riuscire, finalmente, a comprendere che solo Elena è la donna che ama davvero. A questo punto sarà disposto a rischiare tutto per lei, anche a perdere suo figlio, pur di realizzare, finalmente, il suo sogno d’amore. Ma avviene il miracolo. Invece di insinuarsi l’odio, il dolore e la vendetta tra i protagonisti, l’amore che si riaccende  tra Adriano e Elena si sparge tra tutti,  generando un fenomeno a catena: da amore nasce e si sparge altro amore.

Tutti, nessuno escluso, nel tentativo di non far soffrire il bimbo, che non ha colpa della fine del matrimonio, tirano fuori da sé il meglio, cercano di empatizzare con l’altro, provano a non essere egoisti ma diventando altruisti, fino a creare un nuovo equilibrio. Nasce una nuova famiglia, una famiglia allargata, la loro “strana famiglia”, in cui tutti, nessuno escluso, sono felici, perché ognuno ha un ruolo preciso e disegnato sulle proprie capacità e desideri. Questo nuovo felice equilibrio darà gioia a tutti, tanto da riuscire a regalare la serenità e far superare il dolore improvviso e straziante della morte di Adriano.

Le due donne, invece di sentirsi rivali, si sentiranno le due madri del piccolo e decideranno di crescerlo insieme nell’amore, mantenendo la promessa fatta ad Adriano sul suo letto di morte. E’ la chiamata dell’Amore, che non sempre è facile da sostenere, che ci chiede anche tantissimo, in cambio della felicità, ma che è inevitabile e travolgente. I protagonisti si dibattono e lottano, quasi per non cedere, ma alla fine, è impossibile non seguire questa voce forte e assordante. L’Amore cambia e matura i protagonisti, Adriano in  primis, che diviene il trascinatore e il capo della nuova famiglia, e sarà proprio l’Amore, immenso e fecondo, che riuscirà a far superare il dolore della morte e darà speranza nel futuro, a tutti.

Recensione scritta da Irene Teyxeira sul suo blog “Isola letteraria”.

“La stanza vuota”, opera prima di Giulia Madonna, narra una storia d’amore, intrisa di colpi di scena, passioni e grandi emozioni.

Il sentimento che lega i due protagonisti è intenso e tormentato. Rotture, tradimenti, rappacificazioni, intrighi mettono a dura prova Elena e Adriano che si attirano e respingono come calamite.

L’autrice è particolarmente abile nel descrivere l’amore nei suoi molteplici aspetti evidenziandone, al contempo, forza e fragilità. 

A un certo punto della narrazione, ci mostra quanto sia fuori luogo e ingiusto giudicare le coppie clandestine applicando il metro della morale corrente, senza andare oltre le apparenze, facendo di tutta l’erba un fascio. Il vero amore nel suo impeto non guarda in faccia a niente e a nessuno e può far soffrire, ma è anche capace di lasciar andare l’amato, se è consapevole che la sua felicità è altrove.

In questo senso, Lea, moglie di Adriano, rappresenta un raro esempio di comprensione e ampiezza di vedute, forza d’animo e positività. Ci dimostra come il verbo amare si coniughi con l’inclinazione a vedere le ragioni dell’altro anteponendo il suo bene al nostro.

In una società, individualista, superficiale e distratta da mille stimoli, nella quale la durata di un matrimonio è una grande scommessa, Giulia affronta con umanità e rara delicatezza il tema delle famiglie allargate, luoghi accoglienti e deputati alla crescita non solo dei minori ma anche e soprattutto degli adulti. Banco di prova della loro tolleranza e  maturità. 

Là dove c’è stima e rispetto fra ex coniugi, è possibile riscrivere gli equilibri, ricomporre i dissidi, eliminare gelosia e risentimenti nell’interesse non solo dei più piccoli ma di tutti. Un divorzio può in tale contesto assumere una valenza positiva spingendo chi vi è coinvolto a evolvere, accantonando orgoglio e sentimenti negativi in nome di un’armonia ritrovata, di un nuovo inizio. Come ricorda un antico proverbio orientale, di Lao Tse: “Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo lo chiama farfalla.”

Niente nella vita avviene a caso, ci ricorda saggiamente l’autrice in questa storia, scorrevole, caratterizzata da un buon ritmo narrativo, tanto meno il  dolore se lo si accoglie con umiltà e apertura di spirito. La chiusura di un rapporto ci obbliga  a rimetterci in gioco e a capire che la vera felicità non consiste nel possedere l’altro perché nessuno ci appartiene, soprattutto se non è felice di rimanere con noi. Una rottura ci rende liberi di ricominciare cercando chi davvero sarà felice di amarci.   

Giulia Madonna lancia un messaggio particolarmente valido in una società come quella attuale dove separazioni e divorzi hanno  sempre più spesso epiloghi tragici e cruenti. L’altro non è un oggetto, così come il legame non è un bene materiale che ci spetta di diritto e che nessuno e niente devono osare sottrarci. L’amore, corrisposto o meno, deve essere vissuto come uno strumento di evoluzione animica. Questo è il  senso più vero e profondo di tale sentimento. Solo così una volta esaurito il compito della coppia, questa potrà dare ancora buoni frutti convertendo l’amore di un tempo in un affetto costruttivo, evitando di trasformare i figli in strumenti di ricatto e di innescare una catena di negatività e dolore che potrebbe durare anche una vita intera.

IRENE TEYXEIRA

Recensione scritta da Ilaria Grasso sul suo blog “libri e non solo”.

La stanza vuota (Edizioni Albatros) è il primo romanzo della scrittrice Giulia Madonna, il quale, malgrado si tratti di un’opera prima, non mostra, per quello che è il mio giudizio personale, i segni di una immaturità dal punto di vista letterario, ma risulta, al contrario, ben scritto e con una trama ben definita.

Al centro del romanzo vi è la storia d’amore travagliata di Elena e Adriano, due personaggi diversi per età, carattere e intenzioni, che, a un certo punto della vita, un sentimento profondamente sincero quanto fuori dagli schemi unisce e trova vicini, inevitabilmente.

La loro storia avvince, dalla prima all’ultima pagina, e a un certo punto si arricchisce d’amore, ulteriormente, di un amore universale, che si sviluppa ad un certo punto della narrazione e che risulta, per certi versi, singolare, come un colpo di scena, graditissimo a chi legge.

Il messaggio profondo de La stanza vuota è, a mio avviso, rappresentato dal concetto che segue: l’amore trova la sua forza nella vita vera e nel dolore, dal momento che l’amore non può nutrirsi soltanto di romanticismo ma, al contrario, per diventare grande per davvero deve essere saldamente ancorato alla realtà dei fatti e non può diventare forte e invincibile, senza prima conoscere il dolore.

La stanza vuota di Giulia Madonna è, dunque, una lettura che consiglio.

ILARIA GRASSO

Potete vedere la mia intervista rilasciata per la trasmissione “se scrivendo” cliccando qui:

Potete vedere la presentazione de LA STANZA VUOTA per il Festival delle Arti presso l’Auditorium di San Giovanni Evangelista, Penne, cliccando qui: 

Potete ascoltare la lettura di uno stralcio del romanzo LA STANZA VUOTA letto per il Festival delle Arti di Penne cliccando qui: 

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