La band affonda le sue origini nell’appennino bolognese; dove gli inverni sono lunghi e le cose da fare non abbondano. Così, sin da giovanissimi, i 4 membri della band trovano evasione nella musica. Dopo oltre 15 anni, con diversi progetti musicali, danno vita a Red Roll. Un progetto maturo, dentro il quale vogliono mettere tutto il loro mondo, non solo musicale!
In due anni di vita Red Roll è diventato un marchio registrato, è una band, è una birra artigianale, è una linea di T-Shirt, e con un vecchio pulmino tutto loggato, portano in giro la loro idea di Rock! In questi anni tanti concerti li hanno visti protagonisti, oltre a diversi eventi, come l’apertura del concerto dei Nomadi, al live sulla pista da sci a Bormio durante la gara di Coppa del Mondo.
L’uscita di “At the end the Beginning”, la pubblicazione del primo disco, è il tassello più importante dal punto di vista sentimentale e umano, perché si sono messi a nudo … c’è la loro parte più intima e viscerale!

01. Ciao ragazzi, presentatevi ai nostri lettori
Ciao!!!! Red Roll, Rock da Bologna!! 4 “ragazzi” con un’enorme passione per la musica! Red Roll è il “contenitore” dove stiamo  riversando tutti i nostri sogni, le nostre passioni. E’il nostro stile di vita, è il modo con cui cerchiamo di dare forma alle nostre idee, musicali e non… Infatti abbiamo registrato il marchio e ad oggi siamo una band, siamo una birra artigianale, siamo un linea di T-Shirt …ecc.. ecc… ahah

02. Qual’è stato il vostro percorso di crescita musicale fino ad oggi ?
Tutti e quattro suoniamo da sempre, sin da quando eravamo bambini! Siamo cresciuti suonando cover nei garages dei genitori… cresciuti a musica rock e punk rock.
Veniamo da una base comune di musica Rock, ma ognuno di noi con le sue inflessioni: Punk-Rock, Alternative, Grunge, Metal….
Poi appunto, tante band… tanta sala prove, tanti concerti nelle situazioni più disparate e disperate! Diciamo che la parte del “fare la gavetta” assolutamente non ci manca!

03. “At The End The Beginning” è il disco di debutto parlateci un pò di questo lavoro
Partiamo dal titolo: è una sorta di celebrazione alle occasioni che prima o poi arrivano, ai sogni che uno  crede si siano chiusi definitivamente all’interno di un cassetto ma che poi, alla fine, questo cassetto si possa riaprire!
Musicalmente in questo lavoro sono contenute quelle che sono le nostre preferenze musicali, un’amalgama di stili che si fondono in una musica che ci piace credere sia fuori da un unico recinto stilistico. E’ un disco quindi molto personale, da tutti i punti di vista! Dentro a “At The End The Beginning” ci siamo noi 4 messi a nudo, nella nostra parte più intima, nella nostra parte più viscerale!

04. Quali sono le tematiche dei testi?
Ogni testo vive di vita propria! Le tematiche che affrontiamo sono varie ma comunque sempre molto personali!
Call Me Mad, il nostro singolo, vuole essere una riflessione sui punti di vista. Partendo dal concetto di pazzia. Chi è pazzo e chi può definire cosa è pazzia? Inoltre si parla del disperato bisogno di dover sempre razionalizzare tutto con l’utilizzo di un recinto, di una parola per esprimere anche sensazioni che a volte non possono esserlo.
Red Lights è, molto semplicemente, un post sbornia!
Your Truest part parla della ricerca della parte più vera di ciascuno di noi, quella più istintiva, quella più animale!
Colors è un’ipotetica lettera di un ipotetico padre ad un ipotetico figlio.
Song For You vuole essere un inno alla straordinarietà della normalità delle persone… a tutti coloro che soffrono nel quotidiano chiusi dentro ad imposizioni dalle quali non riescono ad uscire.
Infine The World Screm: la particolarità di questa canzone è che il testo dei versi non è scritto da ni. In marzo lanciammo una call su Instagram chiedendo alle persone un commento o piccola frase sulla loro idea di libertà! Sono arrivate parole da tutto il mondo e queste formano il testo della canzone. Per questo motivo l’abbiamo chiamata “L’urlo del Mondo”… un grande urlo di libertà!

05. Siete soddisfatti? Oppure avreste voluto cambiare qualcosa ?
Siamo Molto soddisfatti, grazie al grandissimo lavoro di Michele Guberti è uscito un disco di cui siamo davvero contenti! Ha perfettamente capito l’idea di suono e di disco che avevamo in mente! Poi sicuramente… il dubbio legato a piccole cose qua e la viene sempre… ma assolutamente felici del risultato nel complesso!

06. Come avete vissuto musicalmente questo periodo di Look Down ?
Come per tutti è stato ed è un periodo difficile. Artisticamente dopo un periodo di assestamento ammetto che questa situazione ci ha portati a lavorare ancora di più…in prospettiva!
Il Look Down di marzo forse è stato il momento in cui i pezzi del disco hanno iniziato a prendere la loro identità… tanto lavoro registrandoci al computer e condividendo virtualmente tra noi le bozze! Poi… nel periodo successivo tantissima sala prove, ma comunque i semi erano stati piantati prima!
Ripeto: questa situazione è stata un evento eccezionale per tutti… qualcosa che poteva fare richiudere quel cassetto di cui si parlava all’inizio…ci siamo aggiustati, abbiamo modificato il tiro e approfittato per lavorare ed essere prontissimi per il futuro!

07. Avete in previsioni un Tour? appena ovviamente la situazione tornerà alla normalità!
Assolutamente si! Non vediamo l’ora di poter presentare questo lavoro in live, che poi è sicuramente la nostra prima essenza! Stiamo lavorando per essere pronti non appena si riapriranno i “cancelli”… e diverse cose interessanti sono già in ballo tra cui date all’estero.. Inghilterra, Scozia ecc… ma ancora custodiamo la suspance 😉

08. L’ultima parola a voi
Un grazie enorme a voi per lo spazio che avete dedicato al nostro lavoro, e un grazie a chi ci ha letto! Veniteci a trovare sui nostri social…siamo ovunque o quasi…nell’attesa di poter tornare a rokkeggiare come si deve! E soprattutto mandateci un feedback su questo lavoro… amiamo il contatto con le persone e in questo momento di distanziamento può essere un piccolo modo per restare distanziatamente vicini!

Link Spotify:  https://open.spotify.com/artist/4DHH5lHbdcFYiqUO6t6gTG

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