Distacco, continuazione o transfert?

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Oggi è la giornata del padre. Il mio rapporto con mio padre è stato complicato, insieme adorante e conflittuale. Ma ha finito col vincere l’adorazione. Il mio amore per la libertà, per l’integrità morale e civile della coscienza nascono da lui, orfano di un padre ammazzato sul Carso, reduce di un’indecente, ingloriosa guerra alla Russia, sostenitore, quasi sempre inascoltato, di un rinnovamento radicale della scuola italiana. Pauroso di ogni malattia, quella che lo condusse alla morte gli faceva chiedere scusa a medici e infermieri per l’insopportabilità del dolore, per le involontarie sciatterie della decenza. Sono passati 49 anni. Ma resto bloccato al distacco come accadesse in questo momento.

A MIO PADRE

La striscia inarrestabile del tempo –

un poeta1 lo chiama indifferente

alla perdita del passato, al vuoto

illudersi di prevederne il corso

nel domani, ma come nella mente

di un silenzioso e inavvertito dio,

sempre presente nel presente in cui

si chiude la speranza di salvezza –

la bava di lumaca, che si lascia

per terra la sua striscia di passaggio,

sta ferma sempre a quello stesso punto

della notte che vide il tuo respiro

arrestarsi e fermarsi il lento, sempre

più lento sobbalzare del tuo petto.

Da quel punto fui trasformato in altro.

Ma non un altro uomo, altra figura,

fui per la prima volta, e senza scampo,

l’esiliato dal mondo dei viventi,

l’incarnazione laica, senza pace,

di quella solitudine irredenta

ch’è per tutti lo stigma della specie.

Fiano Romano, 19 marzo 2024

1 . T. S. Eliot, nei Quartetti.

- 19/03/2024
TAGS: poesia

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