“Display”, Meribì tra fragilità e verità

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Meribì, all’anagrafe Mariantonietta Boerio, presenta “Display”, singolo che affronta la solitudine nascosta dietro gli schermi. Abbiamo approfondito con lei le scelte artistiche del brano, i riferimenti che l’hanno guidata e il rapporto, tutt’altro che scontato, tra musica e verità personale.

 

Il tuo percorso è partito prestissimo, con la finale di Sanremo Junior a soli quattordici anni. Che cosa resta oggi di quella prima esperienza nel modo in cui affronti un palco o uno studio di registrazione?

La finale di Sanremo Junior è arrivata a settembre 2020, in un momento particolare, poco prima che scoppiasse la pandemia. Proprio a causa delle prime restrizioni, il teatro non era pieno, si indossavano le mascherine e da lì a qualche settimana saremmo piombati nell’isolamento. Se devo essere del tutto sincera, non sono riuscita a godermi appieno quell’esperienza. I miei genitori, che non smetterò mai di ringraziare per tutto quello che fanno e hanno fatto per me, mi dicono sempre che sono nata per cantare, ballare e recitare. Ed è vero: mi sento perfettamente a mio agio ogni volta che salgo su un palco. Lo studio di registrazione, invece, è la mia seconda cameretta; ci dormirei pure! Per noi cantanti è la comfort zone per eccellenza, il luogo dove puoi osare di più senza temere quelle imprecisioni che, in una piazza gremita o in un teatro, a causa di vari fattori esterni possono capitare.

“Display” ha un sound pop molto curato e riconoscibile, forse fin troppo rassicurante rispetto alla tensione emotiva raccontata nel testo. Ti sei mai chiesta se un arrangiamento più spigoloso avrebbe reso ancora più evidente il conflitto tra ciò che si scrive e ciò che si sente davvero?

Sì, me lo sono chiesta. Ma “Display” nasce proprio dal desiderio di creare qualcosa di moderno e accessibile, pur mantenendo intatta la mia identità artistica. Volevo che rimanesse quel giusto velo di malinconia, perché il mio obiettivo, in questo come in tutti i miei brani, è lanciare messaggi attuali attraverso il contrasto tra la musica e le parole.

Quali artisti o ascolti hanno influenzato di più la scrittura di questo brano, sia dal punto di vista musicale che da quello dei testi?

Dal punto di vista musicale  ascolto davvero ogni genere e tantissimi artisti diversi. Se devo essere sincera, però, guardo molto alla carriera di Serena Rossi: è un’artista completa e la sento particolarmente affine al mio percorso.

C’è un messaggio nascosto in “Display” che magari non tutti coglieranno subito, ma che per te era importante lasciare tra le righe?

Il tema centrale sono le relazioni contemporanee. Il brano esplora come una semplice notifica su uno schermo possa condizionare il nostro umore o l’andamento di un’intera giornata, e analizza come sia cambiato il corteggiamento tra i giovani d’oggi. Più che un messaggio nascosto, c’è una speranza: quella che qualcuno, ascoltandolo, possa ritrovarsi nelle mie parole.

- 02/08/2026

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