In una casa come tante, una famiglia come tante, voci come tante.

“Ugo, tua figlia non vuole mangiare. Dille qualcosa.” “Qualcosa!” “Non fare il cretino. Lo sai che non può continuare così.” “E invece posso. Primo: faccio quello che voglio. Secondo: mangio in modo equilibrato e sano. Terzo: non parlare come se io non ci fossi!” “La senti?! Lei mangia in modo equilibrato e sano … Due pomodori sconditi e mezza mozzarella!” “Ve l’ho già detto mille volte. A colazione mangio il triplo di quanto mangiate voi. E la colazione è il pasto più importante della giornata: sarebbe buona norma fare una colazione da re, un pranzo da principi e una cena da mendicanti” “Ma lasciatela in pace … Più le date importanza più lei continua. Uno psicologo direbbe che lo fai proprio per questo e, magari, perché hai paura della vita o del sesso” “Ma pensa per te! Tu che, dopo ogni pasto, ti ingozzi di nutella … Di te che direbbe uno psicologo? Che hai carenze affettive o che ti manca il sesso o chissà che altro” “Si sa che quelli hanno un’etichetta per tutto e per tutti” “Ragazzi, adesso piantatela e pensate a non rovinarvi la salute che è la cosa più importante.” “Tibi e Trudi hanno mangiato? E il nostro Sansone?” “Ah … Io adesso non posso. Devo uscire. A proposito, hai stirato la mia camicia?” “Strano! Lui non può mai quando gli si chiede qualcosa. Però può uscire quando vuole e tornare tardi mentre io, alla sua età, ero in libertà vigilata!” “Uhm … adesso ricomincia.” “E’ diverso.” “Certo! La solita storia: lui è un maschio ed io una femmina. E i maschi non restano incinti.” “Amen! Tutti i salmi finiscono in gloria! La tua camicia è stata stirata dalla tua cameriera personale e, come al solito, sarò io a dar da mangiare ai gatti e al cane. Però non sono la vostra serva.” “Gloria, nessuno di noi pensa il contrario.” “No, sicuro. Però mi trattate peggio di una donna delle pulizie.” “Mamma, dai, adesso non esagerare. Lo sai che ti vogliamo bene.” “Grazie! Lo dimostrate in un modo … Comunque, andate pure a pensare ai cavoli vostri.”

Ti ricordi di quando ho partorito Anna? Ora capisco appieno le parole dell’infermiera … Aveva detto che il peggio sarebbe arrivato quando avrebbe compiuto diciotto anni. Ne ha venti e mi sembra che sia ieri che tenevo quel fagotto tenero e fragile tra le braccia … E sento che si allontana da me sempre più. E anche Andrea.” “Non possono stare sempre nel nido. Sai che in Gran Bretagna ci considerano dei mammoni?! Per non parlare degli altri Paesi del Nord Europa… E, quando ce li troveremo ancora qui, disoccupati a trent’anni, vorrò sentire se ti lamenterai ancora!” “Sono figli miei e saranno sempre e comunque i miei piccoli.” “I figli non sono una nostra proprietà. Noi doniamo loro la vita ma poi dobbiamo lasciargliela vivere. E, in fondo, non sono tanto diversi da come eravamo noi alla loro età. E devi smetterla di essere così apprensiva.” “Tutte le madri lo sono. Con quello che si sente in giro … Impossibile non esserlo!” “E vabbè ma ora che siamo soli, perché, cara la mia signora, non pensiamo a noi e ci godiamo la nostra intimità?! Ricordi la nostra canzone?” “Scusi, lei mi ama o no?” “Non lo so, però ci sto!” “Perché no?!” “Perché no?!” “Perché nooo?!”

Caro diario, rapporto di fine serata. E’ una splendida notte stellata però sono rientrata presto perché Mario mi ha mezzo bidonato. E così ho sentito i vecchi. Come cantava quella cantante che piace al mio vecchio, Alice? ‘Anche le mamme fanno l’amore ma in silenzio per non farsi sentire’ Stanotte non tanto in silenzio …Tutto naturale certo, ma un po’ imbarazzante. Come la volta che Andrea aveva chiesto a mamma cos’erano quei segni sul collo … Cari i miei vecchietti arzilli. Lo so che io faccio la acida con loro. Lo so che loro mi vogliono bene, però non ci capiamo, ecco! E anche questo, chissà, forse, è naturale. Padri e figli. E madri e figlie. Ho letto in un libro che una donna capisce davvero sua madre solo quando diventa madre a sua volta. Sarà così … E in un altro che gli esseri umani possono essere divisi tra chi ha ancora i genitori e chi li ha persi: Claudia sa cosa vuol dire ma adesso non voglio pensare a cosa possa essere perdere i propri genitori. Il piccolo di casa non è ancora tornato: ovvio, in questo caso non è “il piccolo”, lui! Ed ora la comunicazione importante: HO DECISO! Con Mario rompo: ne posso trovare a decine meglio di lui! Un SMS! E’ di Mario: ‘: – ( TVTB: PERDONO!!! M.’ E come faccio a non perdonarlo?! ‘Anche io TVTB! : – ) A.’ …”

Ugo?” “Uhm?” “Questa casa è come un albergo. Mi sa che è tornato qualcuno. Vado a controllare.” “Gloria, stai qui.” “Doveva essere Anna … Ci avrà sentiti?” “E se anche fosse?! Credo che pure loro abbiano ormai scoperto di non essere nati sotto i cavoli e che le cicogne non fanno più consegne a domicilio. Non gliel’avevi spiegato a suo tempo?!” “Il solito! Ma …” “Niente ma. Stai a letto.” “Oooh … Che fai?”

Mi sa che vado a svegliare i ragazzi.” “Lasciali dormire: è domenica. E sai bene che Andrea non si alzerà prima dell’ora di pranzo.” “Devono trasmettere un programma interessante. Sulla famiglia. E volevo che anche loro lo vedessero.” “Meglio il sonno che sentire i soliti esperti della TV che ci propinano le loro ricette preconfezionate per vivere sani, belli e felici. I ragazzi sentono e vedono già abbastanza cavolate.” “Ma dai, a volte non sono così male.” “No, non così male. Solo peggio.”

La famiglia è un caldo nido accogliente o più spesso un covo di vipere? Uomini e donne sono davvero consapevoli della responsabilità che comporta l’avere un figlio? E perché per adottare un bambino gli aspiranti genitori vengono sottoposti all’esame di più esperti, mentre i futuri genitori di un figlio da loro concepito non solo non vengono sottoposti ad esame alcuno ma anzi sono lasciati dallo Stato e dalle Istituzioni in balia della loro inesperienza? A queste ed altre domande risponderanno i nostri invitati a cominciare dal professor Lino Bianchi, docente di psicopedagogia all’Università di …

“Ehi! Ma li senti? Che altre baggianate dovranno sfornare?” “Spengo?” “Mi sa che è meglio.”

“Buongiorno signorina! Sei tornata presto ieri. Come mai?” “Cavoli miei.” “Vedo che anche oggi ci siamo svegliati cordiali e di buon umore.” “Ah! Ah! Dov’è finito il mio yogurt magro? Se l’è sbafato Andrea, come al solito.” “Prima di accusare, controlla! Non vedi che è lì davanti a te?!” “Mi aiuti a preparare il pranzo?” “Certo, con molto piacere. Io sono la figlia prediletta!” “Figlia prediletta, comincia a pelare patate.” “Tanto io non ne mangio.” “Noi sì. Hai dimenticato che oggi vengono nonno Angelo e nonna Lidia a trovarci?!” “Allora sarò costretta a mangiare anche le patate altrimenti cominciano a rompere pure loro. Ma tanto recupererò domani.” “Mi sembra giusto e saggio. Diversamente Valentino e Armani non ti farebbero sfilare coi loro abiti.” “Ah! Ah! Ah! Spiritosi tutti e due, i miei vecchi, oggi! Comunque meno male che stavolta i fortunelli di turno per lavare i piatti sono gli uomini di casa.” “Meno male.”

E il piccolo?” “Non è ancora sceso ma arriverà tra poco.” “Parli del diavolo …” “Ciao a tutti!” “Ciao Andrea! Come sei cresciuto! Vieni qui e lascia che ti dia un bacio.” “Dai nonna, non sono più un bambino.” “Eh già: i figli crescono e le mamme imbiancano … Figurarsi le nonne! Hai già la fidanzata?” “Ne ho tante, nonna.” “Ha preso tutto da me!” “Ma va là vecchio gallo.” “Zitta vecchia gallina! Non rovinare la mia fama di tombeur de femmes.” “Ah, questi uomini! Poi dicono che sono le donne ad essere vanitose …” “Nonna, guarda che in natura sono quasi sempre i maschi ad essere più variopinti, proprio per farsi notare dalle femmine. Vedi i pavoni …” “E non fare il saputello. Stai in bagno ore prima di uscire e tu e i tuoi amici ronzate attorno alle ragazzine come mosconi attorno a un fiore.” “Bene! Alla sua età deve essere così!” “Certo. Doppia morale: se lo facessi io direste che sono una puttanella!” “Uh! Doppia morale … ma se neanche sai cosa vuol dire … e poi siete sempre voi donne a scegliere, come le femmine delle altre specie.” “Finchè si può, certo, facciamo del nostro meglio!” “Il pranzo è servito! Lavatevi le mani e accomodatevi!” “Sai nonna che domenica prossima andremo tutti a pescare? Verrete anche voi?” “No, noi no. L’umidità ci fa male alle ossa. Però vi aiuteremo volentieri a far fuori il vostro bottino.” “Schh! Solleva un po’ il volume!” ‘Ancora una tragedia familiare! In una casa come tante, una famiglia come tante, un ragazzo ha fatto una strage. Ha ucciso i genitori, la sorella, i nonni invitati a pranzo e poi si è suicidato. Le ragioni dell’accaduto sono finora a noi sconosciute e nessuno avrebbe potuto prevederlo. Forse solo con la follia si può spiegare tutto…’

“Beh, perché guardate me? Non ho nessuna intenzione di fare stragi e poi di suicidarmi. Faremo solo una strage di pesci, vero babbo?!” “Senz’altro: ci metteremo d’impegno! Abbassa il volume adesso. I giornalisti sembrano sciacalli in queste circostanze.” “Io lo dico sempre che la nostra è una famiglia noiosa. Non succede mai niente. Tibi e Trudi miagolano, Sansone abbaia. Io non mi drogo. Anna non è una ragazza madre e nemmeno una vera anoressica. Tu non hai perso il lavoro. Mamma non è un’alcolizzata … Non avete nemmeno l’amante, che io sappia … E per di più i nonni sono ancora vispi, lucidi e autosufficienti. Insomma, che palle!”

 

Stooop! Le riprese son terminate per oggi!” “Detto tra noi, non credo che questa fiction avrà successo in TV. Il pubblico brama intrighi, perfidie, sangue e sesso.” “Ma questo non è Beautiful! E’ Banalità quotidiane.” “Io non lo guarderò di certo.” “Neanch’io!”

 

 

 

 

 

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