1. Lungometraggio d’esordio del duo Gerard Bush e Christopher Renz, conosciuti per la loro lotta sui diritti civili e sociali a favore della comunità nera americana e non solo.
    Disponibile da dicembre sulla piattaforma amazon prime, era stato inizialmente pensato per le sale cinematografiche, da cui avrebbe tratto sicuramente vantaggio, data la bellezza estetica della fotografia.
    Nel cast spicca la bellissima Janelle Monáe che interpreta una schiava vittima di violenze e di soprusi che cerca di fuggire dal campo assieme agli altri prigionieri.
    Tuttavia, verso la metà del film, si verifica un notevole cambio di scena che ci presenta la stessa donna che però è una  scrittrice di successo nei giorni nostri, nonche’ portavoce dei diritti civili dei neri.
    Nonostante sia un film che ha la sua giusta dose di colpi di scena e nel complesso si fa guardare, siamo un po’ lontani dal sarcasmo con cui ha saputo denunciare la piaga del razzismo Jordan Peele con il suo “Scappa: get out” con cui paragone, purtroppo, è naturale e doveroso dato l’argomento e nei cui confronti è difficile uscirne vincitori.

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