Terza e ultima proposta di lettura per Gianrico Carofiglio, questa volta alle prese con un romanzo di introspezione psicologica che si legge tutto d’un fiato.
A risentirci presto e buona lettura a tutti 

Roberto Marìas è un maresciallo dei carabinieri in congedo per motivi di salute momentaneamente alloggiato nella casa materna di Roma. Con grande sofferenza sta cercando di strutturare la sua vita dopo anni trascorsi in giro per il mondo a mimetizzarsi  lavorando sotto copertura in grandi indagini nazionali e internazionali. Sulle sue spalle porta un’enorme zavorra: la perdita di suo padre da bambino avvenuta in circostanze drammatiche che hanno segnato profondamente la sua vita, e per le inevitabili conseguenze affettive e per le ripercussioni spaziotemporali innescate; a seguito di questo evento familiare lui e sua madre, infatti, si sono dovuti trasferire dalla California all’Italia.
La vita presente di Roberto è assai semplice e scandita unicamente dai due impegni settimanali che l’uomo ha col suo psichiatra. Incombenze ricercate e al tempo stesso rifuggite che andranno a influenzare la sua vita spicciola attuale sotto vari profili,  favorendo, ad esempio, l’incontro e la conoscenza di Emma, attrice che si è reinventata professionalmente, che Roberto incrocia sistematicamente ogni qual volta ha appuntamento col suo terapeuta poiché quest’ultimo segue entrambi. Il filo conduttore che unisce i due personaggi è caratterizzato dai sensi di colpa relativi a un passato mai completamente metabolizzato che continua a incombere sulla loro quotidianità. Attraverso un certosino e lucido lavoro di scavo Roberto ed Emma riusciranno a venirne fuori; il primo , infatti,  proverà con successo a riprendere servizio attivo nell’Arma dei Carabinieri da cui è stato allontanato a seguito del suo tentativo di suicidio. La seconda a riscoprire un ruolo maggiormente attivo e partecipativi nel rapporto con suo figlio Giacomo, adolescente introverso provato dalla tragica fine di suo padre. Tanto Roberto quanto Emma avranno anche la possibilità, grazie alla profonda sensibilità di Giacomo,  di potersi riscattare contribuendo ad assicurare alla giustizia una banda di minori coinvolta in  episodi di prostituzione minorile e abusi sessuali che ha preso di mira Ginevra, una compagna di classe del ragazzo verso cui questi prova una forte attrazione. Con un finale icastico ed estremamente evocativo: l’occasione di riprendete a fare surf da parte di Roberto, sport a lungo praticato nella sua infanzia grazie a suo padre, per il tramite di una fortunata combinazione climatica sul litorale tirrenico avendo come spettatori Giacomo ed Emma con cui nel frattempo egli ha intensificato la frequentazione.
Il filo dell’affabulazione scorre alternando descrizioni estremamente realistiche e crude di un passato di cui Marìas non è sempre fiero, a sequenze oniriche, di Roberto e di Giacomo, nelle quali talvolta è assai difficile stabilire una linea di demarcazione netta con un “adesso” ben preciso. Con un effetto di straniamento che afferra il lettore e lo conduce su un piano narrativo particolare e legato al sentire del suo artefice, quasi un’esigenza improvvisa a cui non è possibile sottrarsi perché elemento pregnante e inderogabile nel patto sottoscritto da entrambi.

In questo romanzo edito da Rizzoli nel 2011 e finalista al Premio Strega del 2012 e Bronze Winner al Foreword Book of the Year Awards for Mystery 2013, Carofiglio si cimenta   in un’opera che gli è certamente affine, la narrazione di tipo psicologico e introspettivo, che tuttavia diventa protagonista dell’intreccio narrativo vivendo di vita propria e non già, come in altre opere di questo autore, semplice mezzo privilegiato per rafforzare il genere noir di cui il nostro autore è indiscusso protagonista.

Autore:

Gianrico Carofiglio
Titolo:

Il silenzio dell’onda

Collana:
La Scala

Pagine:

304

Codice isbn:

9788817052085

Prezzo in libreria:

€ 19

Data Pubblicazione:

Ottobre 2011

Formato epub:
€ 7,99

Data Pubblicazione:

Ottobre 2012

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