
Un confronto che si muove tra impulso creativo e riflessione contemporanea dove la scrittura diventa uno strumento per comprendere sé stessi e il mondo senza sovrastrutture con uno sguardo autentico e personale

“Ali di carta ardono lentamente, narrando la storia di un’anima sognatrice”: questa immagine è potentissima. È più liberazione o più condanna scrivere così?
Una liberazione dalla condanna oserei dire, in quanto io scrivo seguendo le pulsazioni del cuore e i pensieri, che come fiume, sfociano liberi ed incontenibili”. Scrivere per me è divenuto indispensabile, come aria per poter vivere. Scrivendo le mie poesie, entrando a fondo nel mio abisso, riesco a trasmettere su carta i miei pensieri e rigettare nel mondo i miei demoni.
La tua scrittura è molto istintiva, quasi senza filtro. Ti capita mai di voler strutturare di più o preferisci restare fedele a questo flusso emotivo?
L’emozione è il motore per scrivere, secondo me, senza di essa ogni singola opera d’arte perderebbe di valore, in passato scrissi delle poesie articolate, su determinati argomenti dei quali ero interessato, ma divenne con il tempo una forzatura. Quando scrivo scendo nel mio abisso interiore scavando a fondo, sempre di più, mescolando, pensieri e ricordi, fatti accaduti ed esperienze vissute, imprimendole su carta, così da poter liberarmi da quel peso costante che si adagia sul petto.
Parlando di editoria oggi, pensi che ci sia spazio per una poesia così diretta e non costruita o credi sia un atto quasi controcorrente?
Per quanto mi riguarda, penso che la poesia, in quanto tale, in ambito editoriale, sia un “luogo per pochi”, essendo molto ad interpretazione a differenza di un romanzo, strutturato su una storia, la poesia è più personale, più emotiva. Allo stesso tempo, anche la poesia, sotto certe sfumature, può raccontare una storia, una storia più intima. La poesia in quanto tale diviene diretta, sfiorando le corde degli animi più sensibili, di persone che leggendo si possono immedesimare.
Se dovessi immaginare il tuo prossimo progetto letterario, lo vedi ancora legato all’amore o senti il bisogno di esplorare altre zone della tua interiorità?
Sono dell’idea che l’amore sia il fulcro di ogni singola opera d’arte immortale, provai in passato a scrivere poesie riguardanti altri temi, quali mitologici, quali inerenti alle opere d’arte, ma mi accorsi che nonostante cambiassero i contenuti, il filo conduttore delle mie poesie rimanesse l’amore. L’amore per l’arte, l’amore per la natura.