
Tra codici gnostici, simboli templari e misteri vaticani, lo scrittore indaga il confine tra fede e storia

Massimo Mancini pubblica il romanzo “Il Sigillo di Salomone“, un thriller che si inserisce nel panorama storico ed esoterico.
Il libro racconta la storia di Thomas Rinaldi, uno storico delle religioni di Oxford che giunge a Roma dopo aver ereditato un appartamento nel quartiere Trastevere dal nonno Augusto. Tra le carte del parente, scopre un diario, mappe cifrate e documenti che intrecciano i codici gnostici di Nag Hammadi, i verbali del processo ai Templari, i simboli della massoneria e i corridoi della diplomazia vaticana. L’indagine trascina il protagonista nelle viscere della capitale alla ricerca di una verità sepolta da duemila anni e capace di mettere in discussione i dogmi della fede.
Il romanzo intreccia il thriller archeologico-religioso, sul modello delle grandi cacce al segreto tra Vaticano, Massoneria e ordini cavallereschi, con una riflessione più profonda sul rapporto tra verità e potere: chi custodisce un segreto lo fa per proteggerlo o per controllarlo?
La vicenda di Thomas Rinaldi, storico abituato a leggere i documenti con distacco critico e costretto invece a viverli in prima persona, si intreccia a quella di Sarah Reeves, la cui doppia natura di protettrice e “arma” resta ambigua fino all’ultimo, e a un vasto affresco di personaggi, ciascuno mosso da una propria idea di cosa la verità meriti. Sullo sfondo, Roma stessa, con i suoi strati di storia sovrapposti, diventa metafora della stratificazione del segreto: ogni epoca ha aggiunto un livello, senza mai davvero cancellare quello precedente.
Costruito con un ritmo narrativo serrato, il romanzo si distingue per il rigore documentario: i testi, i luoghi e le fonti citate, infatti, corrispondono a elementi storici reali e consultabili.
“Il Sigillo di Salomone” è un thriller che non lascia mai il lettore nella certezza di sapere chi protegge chi, e perché. Perché in questa storia, come nelle migliori storie di custodi, la lealtà e l’inganno non sono opposti. Sono la stessa cosa, vista da angoli diversi.
In occasione del lancio del libro, si terrà un incontro con i lettori: l’appuntamento è per sabato 19 settembre 2026, alle ore 19:00, nella Piazzetta del Porticciolo degli Argonauti a Marina di Pisticci (MT) per un firmacopie dedicato alla presentazione dell’opera.
“Tutto quello che conta è già stato sepolto. Il nostro compito è solo dissotterrarlo.”
Massimo Mancini (Bari, 1959) è un giurista con una complessa carriera alle spalle che spazia dagli anni di servizio come Ufficiale Commissario nella Marina Militare ai ruoli di vertice nella sanità pubblica, tra cui le direzioni amministrative dei principali presidi ospedalieri pugliesi e la Direzione Generale del Dipartimento della Salute della Regione Basilicata.
Il volume nasce da un intenso lavoro di ricerca e da un percorso di rinascita personale intrapreso dall’autore durante un periodo di convalescenza.
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