Immaginate di frequentare una caffetteria che oltre a un buon caffè offra ai suoi avventori più intrepidi di poter viaggiare nel tempo in modalità prolettica e catalettica, attraverso colpi di poderosi flashback e flashforward tanto nel passato quanto nel futuro a patto di rispettare poche e semplici regole sorseggiando la su citata bevanda prima che si raffreddi. Quante e quali potrebbero essere le occasioni di sfumare al meglio episodi di vita trascorsa o ancora in fieri? Sfumarli ma non intaccarli cambiandoli e imprimendo loro un corso di diverso tipo. Rendendoli, forse più accettabili, ai protagonisti che li hanno vissuti o che li vivranno e, magari, maggiormente intrisi di consapevolezza. In questa bella fiaba giapponese metropolitana dal sapore surreale frutto della penna delicata e geniale di Toshikazu Kawaguchi, sceneggiatore, regista e romanziere, c’è tutto il senso del flusso esistenziale umano: una profonda ineluttabilità, l’impressione supportata dalla concretezza dell’esperienza che le cose debbano andare proprio come vanno, la silenziosa accondiscendenza verso uno stile di vita fatto di pacatezza e di profonda resilienza verso ciò che non è in nostro potere mutare.
La narrazione si incentra su varie figure principali e secondarie tra cui quella di Fumiko e del suo amore oramai lontano e irraggiungibile; di Kotake, infermiera, ancora molto innamorata del marito che non la riconosce più perché affetto da Alzheimer precoce. Di Kei e della figlia che non conoscerà mai perché il destino le chiederà di rinunciare alla gioia di godersi questo affetto; di Hirai che si accorge in ritardo (perché troppo centrata su sé stessa e sulla propria realizzazione personale) del bene nutrito verso la sorella minore soltanto quando quest’ultima sarà scomparsa in tragiche circostanze.

Il romanzo si colloca su un filone assai conosciuto e altrettanto nutrito che è quello della narrativa focalizzata sui viaggi nel tempo, affrontandone la tematica in maniera leggera e al contempo incisiva: E, forse, in maniera molto più obiettiva di tante altre opere inserite in questa categoria e anche più famose, in cui i personaggi, una volta tornati alla loro quotidianità, riescono a modificare in maniera sostanziale eventi pregnanti del loro vissuto evitandosi in tal modo di incappare in successivi effetti quantomeno indesiderati e/o spiacevoli.
L’autore semina con sapienza attraverso le pagine di questo libro quella che è la sua filosofia di vita, certamente specchio fedele della sua appartenenza culturale e geografica ma facilmente esportabile in altri contesti caratterizzati da background di tipologia differente: vivere il presente al massimo delle potenzialità che offre, lasciando al fato il compito di tracciare in maniera inderogabile sentieri di vita connaturati, tuttavia, a ciascuno di noi. Con la certezza finale di quanto del nostro futuro dipenda in maniera preponderante dal libero arbitrio: quelle  scelte, più o meno coscientemente subite perché indotte da terzi o effettuate in piena autonomia da ciascuno di noi.   

Lucia Guida

Toshikazu Kawaguchi, Finché il caffè è caldo, ISBN  9788811608769, € 16,00

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