“L’equazione del cuore” di Maurizio de Giovanni

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In un’alba squarciata, invernale, Massimo, ex prof di liceo che per amoree senso di responsabilità ha rinunciato a un promettente futuro accademico, riceve una telefonata di quelle che segnano di netto il confine tra ciò che è passato e ciò che sarà d’ora in poi futuro. In poco tempo è costretto a lasciare la casa bassa lontana dal fulcro dell’isola in cui si è rifugiato anni addietro per proteggere in solitudine estrema i suoi pensieri   e le sue meditazioni sul senso della vita attingendo a piene mani a teorie e formule di matematica e fisica: il suo pane quotidiano di un tempo e l’unica possibilità di collocare la propria e altrui esistenza, annessi e connessi, in un algoritmo pacato cui attingere con  altrettanta tranquillità per fronteggiare, lui pescatore convinto, i marosi della vita.
In una non bene identificata città del Nord in ospedale c’è suo nipote Checco, da lui amorevolmente appellato “signore” ma anche attraverso nome e cognome, Francesco Petrini, ultimo rampollo novenne di una casata illustre di industriali che hanno fatto la ricchezza di una vasta area urbana, in coma a seguito di uno spaventoso incidente automobilistico. Checco, sopravvissuto a suoi genitori, è il figlio di Cristina e di suo genero Luca, figlio unico di una madre che a sua volta ha sperimentato il ruolo di figlia unica. L’affetto scabro di Massimo verso Checco e Cristina è il secondo punto di contatto che lega entrambi al primo; un amore privo di grandi slanci o scossoni, costante anche se in certo qual senso ossimoricamente distaccato. Un sentimento che ha da sempre protetto Massimo dai turbamenti, dall’incertezza, dal senso di precarietà di poter perdere attraverso le sorti alterne della vita un giorno ogni cosa ma anche di potersi perdere in un sentimento forte e totalizzante, incondizionato. Un amore viscerale che lui vede, tuttavia, riflesso nell’attaccamento forte verso il nipote di Alba, tata di Checco scelta a suo tempo da Cristina, tanto da spingerla a vegliarlo di notte e di giorno per preservarne l’incolumità fisica.
L’incidente ha l’unico pregio di strappare Massimo a una solitudine ricercata e amata per catapultarlo in un altro tipo di solitudine, forse geograficamente differente ma nella sostanza assai simile. Grazie alle sue amate e plurisperimentate teorie il professore riuscirà a dipanare una matassa soltanto all’apparenza banale e scontata, fatta di amore agìto e subìto, oltre a confrontarsi con se stesso e con i moti del proprio cuore proprio in virtù dell’equazione di Dirac: un ingegnoso escamotage che gli consentirà in un colpo solo di non rinnegare il proprio mondo interiore ma anche (e probabilmente) di aprirsi con nuova linfa  a novelle progettualità esistenziali di cui de Giovanni non ci parla esplicitamente, lasciando da buon affabulatore ai lettori il compito di intravvedere e scegliere un finale coerente e coeso alla storia da lui narrata.

Lucia Guida

Maurizio de Giovanni, L’equazione del cuore, ISBN 9788804737315, € 19,00

- 15/02/2022

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