La voce e la memoria: Vinci Ferrer racconta “Luce”, il suo singolo più personale

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Con “Luce”, il cantautore cosentino Vinci Ferrer firma il suo brano più intimo: una power-ballad orchestrale nata dalla perdita, con la firma del produttore Joe Santelli e la partecipazione straordinaria del Coro PopUp 33 Giri. Un crescendo emozionale che parte da voce e pianoforte e arriva a un finale corale di respiro cinematografico.

 

“Luce” nasce da un’esigenza che descrivi come profonda e quasi urgente. Il comunicato parla di “dedicare un pensiero alle persone care che non sono più presenti”. C’è un momento specifico, un episodio, che ha fatto scattare qualcosa e ti ha spinto effettivamente a scrivere questo brano?

Un momento specifico non c’è, più che altro ad un certo punto della mia vita c’è stata l’esigenza di dover dire grazie alle persone che ho amato e che mi hanno lasciato in eredità una luce appunto ,che mi ha aiutato a guardare avanti, con la consapevolezza che una persona non se ne va mai realmente, restano gli insegnamenti ,i momenti condivisi.

Guardando la tua discografia, la collaborazione con Joe Santelli ritorna in modo costante. C’è da chiedersi, in modo costruttivo, quanto di “Luce” sia riconoscibilmente “tuo” e quanto sia frutto di una simbiosi con il suo modo di concepire il suono. Come mantieni la tua voce autoriale all’interno di un rapporto di lavoro così stretto?

Ho sempre stimato Joe non solo per il grande musicista che è, ma soprattutto per la sua ” empatia artistica ” ,in quanto rispetta il mondo interiore dell’ artista ,ha la capacità di leggerne l’ animo e concretizzarne il pensiero e l’intenzione musicale. Lavorando con lui, in “Luce ” ,così come in ogni pezzo ,sento dire stare fedele a me stesso, allo stesso tempo la sua esperienza e il suo talento vanno a dare una forma specifica e arricchire quelle che sono le idee di partenza.

Nel brano scrivi di come le persone importanti rappresentino “una luce capace di risplendere e sopravvivere nonostante l’assenza”. È un’immagine che trasforma il dolore in speranza, un gesto di resilienza. Pensi che la musica abbia davvero questa capacità catartica, o a volte temi che possa diventare un modo per non elaborare davvero?

Credo che la musica ci aiuti ad esternare ed elaborare qualsiasi tipo di emozione e che possa aiutare a trasformare qualsiasi stato d’ animo, anche quelli all’ apparenza negativi, in qualcosa di positivo e condivisibile con chi ascolta.

Il Coro PopUp 33 Giri entra nel finale con una forza quasi cinematografica. Come è stato lavorare con un’ensemble vocale di quel tipo su un brano così personale? Le voci corali hanno cambiato qualcosa nel significato del pezzo mentre lo registravate?

È stato abbastanza naturale, in quanto faccio parte di questo fantastico coro da diversi anni, ma allo stesso tempo emozionante. Condividere qualcosa di proprio con quella che reputo una vera e propria famiglia, vedere quanto loro stessi siano stati presi da questo mio progetto e allo stesso tempo ascoltarne l’ effetto finale è stato qualcosa di unico. Il Coro Pop Up ha dato enfasi al messaggio stesso del brano ,il messaggio di speranza, di una luce intorno a te quando tutto sembra oscurarsi ,sta proprio racchiuso negli ultimi minuti in cui entra il coro, il momento clou del brano.

- 02/08/2026

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