Ida Sassi: assorbita dalle mie storie

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Incontriamo l’autrice Ida Sassi che ci parla del suo ultimo romanzo Fino all’ultimo battito edito da Leone Editore.

Ci parli di Ida Sassi scrittrice: Eternamente assorbita dalle mie storie. Vivo con le mie storie. Se sono fuori casa, annoto le scene che immagino su quaderni che porto in borsa. A volte le dimentico, perché ho troppi quaderni, a volte ritrovo quello che ho annotato e trasformo gli appunti in scrittura. Sono perfezionista e quando rileggo, spesso non sono soddisfatta dell’effetto della scena. Mi domando se una persona avrebbe veramente reagito come ha reagito il personaggio o si sarebbe espressa in quei termini. Quindi riscrivo e correggo molte volte prima di essere moderatamente sicura.

Quando è nata la trama per questo ultimo libro Fino all’ultimo battito edito da Leone Editore? La fabula vera e propria si è organizzata in un secondo momento. Prima, avevo in mente alcune immagini, embrioni di scene. Un ragazzo su un albero, dunque la visione, il passato. Un incidente stradale, la scelta. Questo accadeva mentre scrivevo i volumi precedenti. Poi, le scene hanno preso forma, lentamente. Ho pensato alla crisi del protagonista, ho immaginato che Guido Valenti si scontrasse con un nemico interno, più potente del solito antagonista. Poco alla volta, ho messo insieme i vari frammenti in una storia.

Ricorda il momento esatto in cui ha capito che la scrittura sarebbe stata la sua strada? Sin da bambina ho desiderato scrivere, essere come gli scrittori che amavo. La scrittura ha sempre fatto parte della mia vita e ho sempre scritto, racconti, romanzi, iniziati e non finiti. A volte mi domando perché sia stato così difficile per me superare l’ostacolo frapposto dalla mia eterna insoddisfazione, che mi ha portato a rinviare, a non essere soddisfatta dei miei tentativi. A un certo punto è accaduto qualcosa che non so spiegare in modo razionale: ho deciso che avrei portato a termine il libro, in qualunque modo, che lo avrei rivisto, corretto. Ma lo avrei in ogni caso concluso. Diciamo che ho sconfitto il mostro che svalutava tutto quello che scrivevo.

Questo è il suo quarto romanzo. Cosa consiglierebbe ai giovani sognatori che stanno cercando il coraggio di realizzare i propri sogni? Non credo di avere un consiglio migliore di quello che è stato dato da tanti grandi scrittori di tutti i tempi che, di fatto, con poche variazioni, è sempre lo stesso: leggere, scrivere, lavorare. Tantissimo, tutti i giorni, senza eccezione. Lavorare sempre, in qualunque situazione, senza tregua.

Com’è stato costruire il personaggio di Guido Valenti e cosa le ha lasciato? Guido Valenti è il frutto di una lunga gestazione, solo in parte consapevole. Credo che in un personaggio così importante confluisca la storia dell’autore e la sua personalità, spesso più di quanto l’autore stesso non abbia programmato. Innanzitutto, Guido Valenti deriva dalla predilezione per il genere giallo, poliziesco, che rappresenta il male, l’oscurità, che fonde le due anime della mia formazione, quella scientifica e quella affabulatoria, letteraria. Io pensavo a un investigatore capace di immaginare, di approfondire le motivazioni, di vivere la vita degli altri. Ora, a posteriori, penso che Guido Valenti mi abbia aiutato a superare la mia eterna insoddisfazione. La scelta di un protagonista di sesso maschile ha permesso di mettere tra me e il personaggio una distanza di protezione. Fatto sta che io amo Guido Valenti, il suo brutto carattere, i suoi dubbi, il suo essere indifferente alle mode, a sua capacità di cambiare di mettersi in discussione, la sua storia.

Prossimamente? I miei progetti riguardano la scrittura. Ho in mente tante storie. Il quinto volume della serie di Guido Valenti è quasi pronto e sto scrivendo il successivo. Intanto penso ad altri romanzi, che comincio a tratteggiare. Il tempo non basta per tutto quello che vorrei fare. Voglio continuare a scrivere i gialli della serie, sia perché sono profondamente legata ai personaggi sia perché il giallo è il genere che prediligo. Il romanzo giallo contiene una ricerca, un’interrogazione, è un percorso verso la conoscenza. Nel corso della storia, il personaggio accede a un livello superiore di maturazione, cambia, più o meno consapevolmente, e alla fine l’esperienza attraversata lo rende diverso. Tuttavia, ho in mente anche altri progetti, dal romanzo storico, alla storia d’amore. Vorrei che la mia giornata durasse qualche ora in più.

- 10/12/2023

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