
Tra il fascino di Gerace e i misteri dell’animo umano

Bruno Gerardo Siciliano, autore e regista teatrale calabrese, presenta il romanzo “Morte di un fumatore di pipa”, un giallo anomalo che intreccia la quotidianità del borgo storico di Gerace a un delitto da decifrare, con un indagine che si snoda fino al cuore di Roma.
Nella splendida Gerace, adagiata a cinquecento metri sul mare tra i resti del castello normanno di Roberto il Guiscardo e Ruggero il Normanno, una mattina, Donna Concetta fa una scoperta sconvolgente: il professor Carlo Maria de Leonardis è stato trovato morto, legato a una sedia e pugnalato al cuore. Il professore era un uomo mite, di un’eleganza d’altri tempi, famoso per il suo altruismo e per la dedizione quasi rituale alla sua compagna di vita: la pipa.
Chi poteva volere la morte di un uomo così benvoluto? Le indagini vengono affidate al Maresciallo dei Carabinieri Luciano Stracuzza, segnato da profonde pene d’amore per l’indimenticata Giulia, e al Procuratore Dr. Grasso, alle prese con bizzarri tormenti coniugali. A contornare la vicenda è un vero e proprio microcosmo umano: l’appuntato Garimberti, la prostituta e ladra somala Jamilah Shiraa Saaid, e figure dell’ombra che trascinano l’inchiesta dalle strade calabresi fino ai vicoli trasteverini e ai misteri di Roma.
“Morte di un Fumatore di Pipa” propone un’atmosfera unica, dove il paesaggio stesso diventa protagonista; la passeggiata che il professore compie nelle prime pagine del libro è esattamente il percorso reale che l’autore compie ogni giorno da casa sua fino alla passeggiata “Delle Bombarde”, a ridosso della “Porta del Sole”, da cui si dominano oltre settanta chilometri di costa ionica.
“Ci sono storie in questa strana vita che nascono come le rose più belle in un mattino di primavera e sbocciano promettendo profumi e colori per le anime e le menti che osano coglierle. Ma spesso queste rose non colte sfioriscono sulla loro stessa pianta, muoiono i boccioli come i desideri non appagati e le foglie, come le speranze, appassiscono sulla stessa pianta, bruciate dal forte sole dell’estate che non riscalda ma brucia e distrugge.”
Nato a Locri nel 1955 e residente a Gerace, Bruno Gerardo Siciliano vanta una carriera eclettica. Ex dipendente di Poste Italiane con ruoli direttivi, ha consacrato decenni della sua vita al teatro come attore, regista e formatore (studiando all’Accademia d’Arte Drammatica diretta da Andrea dalla Zanna e portando in tournée in tutta Italia classici di Molière, Pirandello, Cechov e Ruzante). Tra le sue opere letterarie figurano: “Ricordatevi di Angelica” (2019), un romanzo ambientato nel 1700 geracese, “Natalina – solo due mesi d’amore” (2023), i “Racconti della Buonanotte” per Metis News e un imminente romanzo giallo ambientato nella Calabria del tardo ‘500 sulla figura di Mattia Preti. Fumatore di pipa appassionato sin da ragazzo, amante della musica classica (da Mozart e Mahler alla Cavalleria Rusticana), inguaribile goloso di dolci siciliani e cultore della scrittura notturna, Siciliano rivendica con orgoglio il metodo “umano” e la creatività della sua penna, tenendosi rigorosamente alla larga dalle scorciatoie tecnologiche.
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