Ancora una
Ti amavo sai,
di quell’amore senza ragioni,
che non vede ombre nè difetti,
che non ascolta giudizi nè consigli.
Ti amavo tanto,
mi hai fatta sentire importante,
al centro del tuo universo
io, che un centro non lo avevo.
Ti amavo senza confini,
per questo ogni tuo no,
mi dava una regola, per migliorare quella parte di me,
che voleva essere perfetta ai tuoi occhi.
Ti amavo con tenerezza,
lo capivo sai che non volevi darmi quello schiaffo,
ti è sfuggita la mano, per la gonna troppo corta
per la telefonata col mio amico,
per la pizza con le amiche.
Ti amavo sempre di più,
riempivi la mia vita,
le mie giornate,
davi un senso al vuoto,
mi lasciavi il segno,
un segno che da nero diveniva blu, e poi giallo,
il segno che per te ero importante.
Ti amavo con tutto il mio corpo,
dandomi a te senza remore,
dopo l’ennesimo litigio,
accarezzavi i miei lividi, facendomi sentire sempre più tua.
Tua, tua, tua.
Avrei voluto essere sempre perfetta,
non volevo farti arrabbiare,
se mi hai fatto male, qualche volta,
è stata colpa mia.
Mia, mia, mia.
Ti amavo senza vedere,
perchè gli occhi sono diventati neri,
il buio ha avvolto la stanza,
ora, mentre sento la tua voce lontana,
che mi dice per l’ennesima volta: Sei mia.
L’ultima volta.
L’ultima morsa sulla gola nascosta dietro una carezza.
L’ultimo respiro. Il mio.
Ho paura, mi hai tolto l’anima prima ancora della vita,
solo ora che sta scivolando via,
cerco di riprenderla,
di aggrapparmi disperata a quel nome,
il mio nome, la mia personalità, il mio amor proprio, il mio corpo, la mia vita.
Ti amavo tanto, e tu oggi mi hai uccisa.
Ho trovato altre donne al di qua del buio,
tutte hanno un livido sul volto,
sanguinano, bruciano, sono deturpate e violate,
ma la loro anima brilla, come brilla la mia.
Io non ho fatto in tempo ad amarmi.
Tu, che sei rimasta sulla meravigliosa giostra della vita,
tu che sei solo tua, e di nessun altro,
AMATI
perchè nessuno potrà mai amarti, come ti ami tu.
Marika Campeti

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