
Opere del maestro Domenico Sepe ai vincitori e un riconoscimento della critica affidato a Valerio Caprara. La sesta edizione del festival napoletano mette in dialogo linguaggi artistici diversi e valorizza il racconto cinematografico.

Un’immagine può raccontare una storia. Una scultura può trattenere un’emozione. Quando questi due linguaggi si incontrano, il riconoscimento artistico assume un significato che supera quello di una semplice premiazione.
È uno degli elementi che caratterizzano la sesta edizione del Festival Corto Flegreo, manifestazione dedicata al cinema breve che sabato 17 ottobre 2026 vivrà la propria serata conclusiva presso l’Auditorium Porta del Parco di Napoli, con inizio alle ore 19.30.
I vincitori riceveranno infatti un’opera esclusiva del maestro Domenico Sepe, protagonista di un incontro simbolico tra cinema e scultura.
La scelta suggerisce una lettura interessante del rapporto tra le arti. Il cortometraggio, con la sua capacità di concentrare un racconto in pochi minuti, e la scultura, con la sua dimensione fisica e permanente, sembrano appartenere a mondi differenti.
Eppure entrambi cercano di fermare qualcosa: una visione, una sensazione, una parte dell’esperienza umana.
Il cinema utilizza il tempo per costruire il proprio linguaggio. La scultura lavora invece sullo spazio, sulle forme e sulla materia. Accostarli significa riconoscere che l’espressione artistica può seguire percorsi diversi e raggiungere obiettivi comuni.
Al centro della manifestazione resteranno naturalmente le opere cinematografiche, con racconti dedicati alle emozioni, all’identità, alla libertà e alla bellezza.
Temi che attraversano la vita contemporanea e che, attraverso il linguaggio audiovisivo, possono trovare interpretazioni personali e originali.
Un altro momento significativo sarà rappresentato dal Premio della Critica assegnato da Valerio Caprara, nome autorevole della critica cinematografica italiana.
Il giudizio critico costituisce una componente importante della vita del cinema. Accanto all’emozione immediata dello spettatore, propone strumenti di analisi, interpretazione e approfondimento che contribuiscono ad alimentare il dibattito culturale.
Per gli autori, ricevere un riconoscimento significa ottenere visibilità, ma anche vedere riconosciuta la possibilità che una propria storia entri in relazione con un pubblico più ampio.
La manifestazione, promossa da Liberass APS e diretta artisticamente da Maria Grazia Siciliano, affianca alla premiazione una particolare attenzione per le nuove generazioni.
Il contest «48 Ore per Creare un’Idea Flegrea» offrirà infatti spazio ai protagonisti di una sfida creativa che richiede di completare un cortometraggio originale in appena due giorni.
Il festival ospiterà inoltre la conclusione di CortoCircuito Sud, un progetto di collegamento tra iniziative culturali del Mezzogiorno.
Non mancheranno i Premi alle Eccellenze Meridionali, inseriti nelle iniziative della Commissione Cultura dell’Intergruppo parlamentare Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori.
Tutto contribuirà a delineare una serata nella quale il cinema non sarà un linguaggio isolato, ma parte di un dialogo più ampio tra arte, territorio e società.
E forse proprio nell’incontro tra lo schermo e la materia scolpita si trova una delle immagini più rappresentative del Festival Corto Flegreo: quella di una cultura che cambia forma, attraversa linguaggi differenti e continua a raccontare il proprio tempo.