
Il nuovo singolo diventa simbolo di ripartenza e di riconquista di spazi artistici a lungo rimandati. Attraverso sonorità che mescolano tradizione e contemporaneità, Zappia invita a una riflessione collettiva sul valore autentico della musica, lontano dalle logiche effimere del mercato.

Un caro saluto a te, Roy. Com’è nata l’idea per il titolo del nuovo brano “My dreams are thoughts about you”?
Salve a voi e grazie per lo spazio. Non saprei dirti come sia nata, di certo è una canzone nata da un sogno fatto durante un momento particolare della mia vita dove l’aspetto interiore si spiegava e veniva affrontato durante la non coscienza dell’attività onirica, mentre nascosto, o per meglio dire represso, nella vita di tutti i giorni. Come se le visioni notturne parlassero più forte della realtà. Il titolo rispecchia esattamente questo.
Se dovessi descrivere il singolo in tre parole, quali sarebbero?
Fuoco, polvere, verità. Il fuoco che arde dall’interno, la polvere espressa dall’arrangiamento minimalista e senza orpelli, e verità perché l’unico modo attraverso cui perseguire l’onestà intellettuale dell’attività creativa legata all’emozione da cui scaturisce. Senza contingenze di facciata e senza fronzoli.
Musicalmente, c’è un elemento particolare che ti affascina?
L’atmosfera musicale che più mi affascina è caratterizzata dall’ampiezza dello spazio, dove i suoni si sviluppano e avvolgono l’ascoltatore in un ambiente unico. Poi, gradisco anche sonorità più estreme legate ad altri tipi di espressione musicale, o come li definisce il mercato, generi musicali.
Come mai hai deciso di riproporre il brano come singolo?
Il brano in questione è stato pubblicato all’interno dell’EP Roots del 2020, in pieno periodo pandemico. La riproposizione è stata frutto dell’idea di dare maggiore respiro al lavoro svolto, pensando di prendere spunto da un’altra canzone, anziché da Let’s play another blues, come era stato in passato.
https://open.spotify.com/intl-it/track/48FQkHDymFMoUTsIK9m5XX?si=57e2d67fdb4d46f3