Vir e il suo “L’inno Dell’Alcolizzato”: musica per chi non si arrende

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Non un inno all’eccesso, ma un canto per chi si ostina a non scendere a compromessi. Vir mette in scena un personaggio spigoloso e profondamente umano. La musica lo accompagna con semplicità, evocando un mondo di sbagli, emozioni vere e desiderio di libertà.

 

Nel brano sembri parlare per assurdo, ma in fondo poni domande molto serie. Quanto ti interessa il confine tra leggerezza e impegno?

La leggerezza e solo un mezzo che uso nel brano per parlare di qualcosa che faccia riflettere più a fondo, nonostante ciò sono importanti entrambi gli aspetti sia la leggerezza per rendere il brano più ascoltabile ed orecchiabile sia la parte che lascia più spazio a qualche punto riflessivo.

Se potessi scegliere un’immagine simbolo di “l’inno Dell’Alcolizzato”, quale sarebbe e perché?

Forse un boccale di birra, essendo la bevanda alcolica più usata e più nel quotidiano di tutti noi, e a mio avviso può  essere anche simbolo di spensieratezza e liberta dato che la gente beve nei momenti di relax e nei momenti in cui vuole staccarsi dalla quotidianità  e prendersi un attimo di pausa.

Quanto contano la melodia e il ritmo nel tuo modo di scrivere testi così densi di significati?

Molto. Di solito compongo prima la base di un brano per poi lasciarmi ispirare e scriverci sopra un brano. Ho sempre preferito la struttura la musicalità  di un brano rispetto a canzoni progettate in maniera monotona, infatti ascolto quasi soltanto musica in inglese per trovare l’ispirazione.

Ci sono artisti che senti vicini nel tuo modo di intendere la musica o segui solo la tua visione?

Seguo la mia visione ma ovviamente ho avuto delle influenze musicali. Prima di tutte il celtic punk, con molte strumentali al interno dei brani. L ‘essere appassionato a questo genere musicale mi ha insegnato a variare al interno di un brano e non costruire qualcosa di monotono. C’è da citare anche il cantautorato italiano, il country di Jonny Cash soprattutto, il folk e altri generi musicali che mi hanno influenzato.

Che ruolo ha avuto il passato nel tuo modo di fare musica oggi?

Fondamentale. Noi siamo le azioni che compiamo le scelte che prendiamo gli sbagli che facciamo e i traguardi che raggiungiamo. Tutto il nostro passato e la nostra storia e le nostre esperienze. Senza queste esperienze buone o cattive che siano non avrei nulla di cui cantare .

Come reagisci alle etichette che il pubblico o la critica ti attribuiscono?

Ipotizzo sia troppo presto per parlare di etichette attribuite dal pubblico e dalla critica oppure semplicemente non sono informato. Comunque sia il mio obiettivo e sempre quello di spingere l’ascoltatore a riflettere ma anche di migliorare per fare di meglio un domani quindi ogni eventuale critica e ben accetta.

- 18/07/2025

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