
Un ritratto umano e professionale che guarda al futuro senza dimenticare il passato. Forse manca ancora una visione più chiara sul prossimo passo discografico, ma emerge con forza la coerenza del percorso artistico. Una carriera costruita lentamente, lontano dalle mode, guidata da una coerenza emotiva molto forte.

Dopo i riconoscimenti ricevuti negli anni, quanto senti ancora il bisogno di metterti in discussione ogni volta che nasce un nuovo brano?
Sempre e comunque perché ogni brano che nasce ê come una tenera piantina da curare con molta attenzione e dedizione, un’ espressione dell’ anima che deve trovare sua piena e significativa espressione e che vive della sua sostanza presente , senza passato né futuro .
Se dovessi raccontare oggi chi è Anna Dari a una persona che non ti ha mai ascoltata, useresti più la parola artista, educatrice o testimone del proprio tempo?
Direi artista testimone del suo tempo e della sua difficile storia personale raccontata nel libro Prigioniera Libera autentica testimonianza del potere curativo e auto terapeutico della creazione artistica nel tunnel del Male Oscuro
Qual è l’obiettivo più ambizioso che ti poni per il tuo futuro artistico, al di là dei numeri e della visibilità?
Riuscire a raggiungere una condizione di solidità tale da poter lavorare i miei brani anche con altri strumenti e poter di conseguenza poter interagire con altri strumentisti anche dal vivo .
Che ruolo vuoi che abbia “With Hair in the Wind” all’interno della tua storia personale e professionale tra qualche anno, quando guarderai indietro a questo momento?
Potendo sognare, che non costa nulla, sarebbe bellissimo che With hair in the wind possa essere il brano che mi faccia conoscere al grande pubblico perché nato dal sacrificio di due povere ragazze che , lottando per se stesse, hanno lottato pe una intera generazione di giovani donne a cui viene impedito di vivere nella propria sacrosanta libertà di scelta.