Tackat, “Nausea”: il ritratto sonoro di una città che aliena

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Uno degli elementi più evidenti di “Nausea” è l’urgenza che attraversa ogni traccia. I brani sembrano nascere dalla necessità di fissare un’idea o una sensazione prima che venga assorbita dal flusso continuo del presente. Questo approccio rende il disco a tratti spigoloso, ma sempre coerente con la sua identità. I Tackat non cercano la perfezione formale, ma una verità espressiva che passa anche attraverso l’imperfezione e l’irregolarità. È proprio questa scelta a dare forza al progetto, rendendolo credibile e riconoscibile, capace di trasmettere un senso di autenticità che difficilmente si trova in produzioni più levigate.

Cinque anni di lavoro sono tanti: cosa vi ha fatto continuare?
5 anni sono passati ma vivendo. Non chiusi in studio. Non siamo i pink floyd… Di lavoro effettivo forse 12 – 13 mesi. Il resto è stato tempo perso vivendo… Fra covid, saggi di breakdance, esami di maturità etc. Quando inizio una cosa voglio portarla a termine. Soprattutto quando facciamo musica. Non voglio ascoltare vecchie demo finite nel dimenticatoio

“Nuovo Punk” sembra una riflessione sul presente: esiste ancora qualcosa di “punk” oggi?
Ovviamente il pezzo è parecchio sarcastico. C’è ancora qualcuno che spera che arrivi un nuovo rotten o kobain. Il nuovo messia… Penso che il punk abbia formato una nuova classe creativa. Molti centri sociali in europa sono cresciuti e sono diventati dei centri di produzione culturale. Tutto cresce e si evolve.

Vi interessa mettere a disagio chi ascolta o preferite lasciare libertà di interpretazione?
Non siamo dei predicatori. Ne pretendiamo di convertire l’ascoltatore. Cerchiamo di fare della musica con una coscienza. Viviamo in tempi bui. Ognuno faccia qualcosa nel suo piccolo. Noi raccontiamo una nostra realtà

Quanto spazio lasciate all’improvvisazione?
Alcune basi di questo disco nascono da una fortuita combinazione di elementi. Immettere un suono dentro un filtro analogico e girando una serie di manopole produce una serie di sonorità inaspettate e casuali che possono portare a soluzioni di arrangiamenti innovativi. Le macchine possono essere creative ‼️

Avete mai avuto il dubbio di stare esagerando?
No. Cerchiamo di non fare troppe figure di merda

Quando capite che un brano è finito?
Lo sento nello stomaco e non mi stanco mai di riascoltarlo

 

- 04/05/2026

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