Scrivere oggi: tra libertà e responsabilità

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Una conversazione che si muove tra letteratura e realtà, toccando temi attuali senza rigidità. Il romanzo diventa punto di partenza per riflettere su scrittura, società e responsabilità di chi sceglie di raccontare il presente.

 

Il tuo romanzo sembra muoversi tra letteratura e denuncia sociale. Oggi secondo te la narrativa ha ancora il coraggio di essere scomoda?

Oggi più che mai deve alzarsi la voce di chi non si vuole arrendere all’ingiustizia e agli orrori che vengono perpetrati nelle stesse, e dalle stesse, Pubbliche Amministrazioni con la parvenza della legalità. È molto più difficile lottare contro il proprio Stato che si arrocca dietro un apparato legislativo che tutela solo le classi più elevate, calpestando senza pietà i più deboli. Nel corso degli ultimi decenni sono venuti meno i meccanismi di difesa dagli abusi effettuati dai medesimi apparati pubblici. Appare sempre più difficile in un mondo dove persino la stampa, e il giornalismo in genere, sono completamente allineati a taluni poteri, non necessariamente nazionali, e non rappresentano più la cittadinanza; al contrario, si sta tornando al Feudalesimo, quando intere popolazioni erano assoggettate, senza possibilità di difesa, alla prepotenza dei signorotti minuti di armi, esercito, terre, denaro.

Nel capitolo iniziale parli di un’umanità “che vive nella tragica illusione di essere governata da una consulta di saggi filantropi”. È una visione pessimista o realista?

No, nessun pessimismo. Solo la constatazione della triste e deprimente realtà dove, grazie alla connivenza – e corruzione – dei mezzi di comunicazione, si rinchiude l’intera collettività in una bolla di menzogne ​​(ormai a livello planetario), con l’unico intento di programmarne l’esistenza e persino il pensiero, in altri termini, una nuova peggiore forma di schiavitù.

Se dovessi indicare tre autori o pensatori che ti hanno influenzata, chi citeresti e perché?

La letteratura in genere, non solo occidentale ma soprattutto le figure che in qualche modo richiamano principi superiori, assoluti, non limitati ai valori civili e sociali che assoluti non sono. Per citarne alcuni: I classici latini e greci

I Padri della Chiesa, alcuni Santi come Caterina, Teresa d’Avila, Agostino, Tommaso d’Aquino, San Benedetto e Santa Scolastica, Tommaso Moro, Chesterton, Manzoni, Austen, Arendt, Pirandello, Igino Giordani, Giovanni Guareschi, Don Giussani…

Guardando avanti: cosa ti aspetti dal tuo percorso come scrittrice? Più libertà espressiva o più responsabilità verso chi legge?

Come da principio, più responsabilità nei confronti di chi legge, riferito sia alle vecchie che alle nuove generazioni.

- 08/04/2026

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