Prima Nazionale alla Galleria San Ludovico

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Debutta il 22 novembre all’ex chiesa di San Ludovico a Parma la creazione di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto CRINE_ERMENGARDA_ORATORIO, opera performativa, visuale e musicale di Lenz in coproduzione con ParmaFrontiere, interpretata dall’attrice sensibile Carlotta Spaggiari con live music del compositore, contrabbassista e direttore d’orchestra Roberto Bonati.

Dopo Dante nel 2021 e Pierpaolo Pasolini nel 2022, l’indagine performativa di Lenz sulle letterature fondative della lingua e cultura italiane prosegue nel 2023 con LPAM_Lenz per Alessandro Manzoni, il Progetto Speciale di Lettura dedicato ad Alessandro Manzoni, nell’anno in cui si celebrano i 150 anni dalla morte. Alla Galleria San Ludovico, chiesa sconsacrata che il Comune di Parma ha dedicato all’arte contemporanea, dal prossimo 22 novembre fino al 25 novembre andrà in scena [ CRINE _ ERMENGARDA _ ORATORIO ], opera performativa, visuale e musicale di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto in coproduzione con ParmaFrontiere, che vede insieme all’interprete sensibile Carlotta Spaggiari, l’esecuzione live al contrabbasso di Roberto Bonati.
Con Crine_Ermengarda oratorio, riedizione performativa ispirata all’Adelchi di Alessandro Manzoni, Lenz rimette al centro della propria indagine performativa l’autore fondativo della letteratura italiana per provocare una riflessione profonda sulla potenza poetica e la retorica della lingua, motus per un attento affondo teorico sulla contemporaneità di un’opera complessa e quasi dimenticata della letteratura drammatica.
Dell’Adelchi è la figura di Ermengarda, mai sottoposta al vincolo del convenzionale, a essere trasdotta in immagini drammaturgiche che delineano un corpo femminile di irriducibile bellezza, ferito dall’abbandono e trasfigurato da un dolore che rende l’eroina epifanìa d’incontro di molteplici storie vissute, d’amori infranti, sospesi, rimandati, dimenticati, imposti e liberati, unica figura di un coro tragico del tempo presente.

 

L’Ermengarda manzoniana rappresenta il culmine esistenziale e teatrale della sottomissione al rifiuto cui la condanna Carlo Magno, rendendola vittima innocente di una sofferenza impotente e spersonalizzante: l’epilogo della tragedia è il suicidio, come gesto di estrema sottrazione dal sé e dal dolore dell’esistenza. Ma Ermengarda non si arrende alla realtà della Storia, quella che i potenti maschi decidono, concedendosi totalmente al proprio sentimento, all’intima vicenda di amante che tutta la passione contiene nel non detto, nell’autonomo posizionamento dentro al proprio Io.
Con Crine, Lenz sostanzia la ricerca pluriennale di un “verbo” pedagogico che renda le persone neurodivergenti in grado di esprimere attraverso le stimolazioni drammaturgico-sensoriali le emozioni silenziate, ribaltando la prospettiva convenzionale. Ermengarda, infatti, è incarnata dalla giovane attrice sensibile Carlotta Spaggiari, protagonista e straordinaria interprete di numerose creazioni performative di Lenz: esordisce nel ruolo della Monaca di Monza bambina ne I Promessi Sposi (2013) e successivamente è protagonista dell’Adelchi (2014) trasfondendosi nel corpo-martire di Ermengarda; attraversa le fantasmagorie ariostesche come Angelica ne Il Furioso (2015-2016); è performer ne Il Paradiso di Dante e Aktion T4 (entrambi del 2017), poi magnifica interprete di Cassandra nell’Orestea di Eschilo (2018-2021); è tra le/gli interpreti del grande affresco calderoniano de La vita è sogno (2021) e coprotagonista nella recente messinscena di Catharina von Siena (2022) opera del visionario drammaturgo romantico Jakob Lenz. “Come una Pentesilea delirante e lieve, Ermengarda lascia che Eros e Thánatos la conducano per mano oltre il margine della vita. (…) Soltanto una sensibilità d’attrice altrettanto potente e lieve può esperire, senza finzione, un tale culmine di pathos e forza espressiva”, commentanoMaria Federica Maestri e Francesco Pititto.
In scena con Carlotta Spaggiari il compositore, contrabbassista, direttore d’orchestra Roberto Bonati, docente presso il Conservatorio A. Boito di Parma, Direttore Artistico del ParmaJazz Frontiere festival, creatore nel 1998 della ParmaFrontiere Orchestra e musicista che ha maturato negli anni un linguaggio capace di costruire intensi pannelli emotivi, approdando ad una sintesi di molteplici generi musicali contemporanei.
Crudo e deciso l’impatto scenico di CRINE, composto da un’installazione site-specific che Maria Federica Maestri spiega in questo modo: “Per l’esposizione del martirio di Ermengarda, il grande spazio ecclesiale di San Ludovico sarà rivelato nella sua estrema nudità. Sarà piena e cruda luce sulla violenza perpetrata sull’edificio cultuale, sconsacrato e adibito a centrale elettrica agli inizi del Novecento, in perfetta e tragica analogia con il corpo femminile, umiliato e ripudiato dalla brutalità funzionale della società patriarcale. Niente dovrà essere nascosto o mitigato dal tepore sentimentale e salvifico della provvidenza: lo spazio sarà attraversato da quattordici aste lignee in misura e forma simili alle lance medievali per la caccia al cinghiale. La chiesa testimone/martire sarà lo spazio anatomico dell’atto venatorio e dell’agonia di Ermengarda. Lei, come l’animale, inseguita, catturata, ferita, sanguinante spirerà cercando in cinque tane nere il buio e la quiete della morte”. Riguardo, invece, alla componente video, o ‘imagoturgia’, commenta Francesco Pititto: “Dipinti in sequenza. Una cinghialessa avanza nel bosco, uno scoiattolo trai rami, due lumache in corteggiamento, un corpo d’uomo vecchio e nudo. Un volto di donna in primissimo piano, la bocca e i denti e gli occhi e il parlare muto all’altra sé nello spazio reale, e anche allo spettatore che le osserva entrambe. Lei è cinghialessa braccata, circondata e ferita, in metamorfosi di scoiattolo in fuga tra i rami, sognando – ermafrodita – amplessi senza maschi in veste di limacide, mentre un corpo maschile si contorce inadatto, goffo in un movimento ad anello”.

Nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre, grazie al sostegno e al patrocinio dell’Assessorato alla Partecipazione del Comune di Parma, Lenz realizzerà una replica della performance alle ore 17 a ingresso gratuito per tutte le donne che afferiscono o lavorano nelle associazioni per la tutela dei diritti e delle libertà delle persone di genere femminile o non binario. Dopo la performance, la giornata proseguirà con la ROOM [Contemporaneità della lingua manzoniana], incontro gratuito, durante il quale l’ensemble e il giornalista Cesare Pastarini dialogheranno con il pubblico.
Crine è il secondo appuntamento di LPAM_Lenz per Alessandro Manzoni, iniziato il 24 ottobre con la grande videoinstallazione, sempre alla Galleria san Ludovico, de I PROMESSI SPOSI ed è parte sia del programma del festival ParmaJazz Frontiere sia della ventisettesima edizione di Natura Dèi Teatri, il festival di arti performative contemporanee e cultura visuale curato da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto a partire dal 1996. Si ringrazia il Fondo di Beneficenza Intesa San Paolo.

- 20/11/2023

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