«Immaginate un miliardo di donne che raccontano le proprie storie, che ballano, parlano ad alta voce. La giustizia ha inizio quando cominciamo a parlare, a liberare le nostre storie e a riconoscere la verità nella solidarietà della comunità». Ecco il credo, rinnovato anche per questo anno, della drammaturga Eve Ensler, ideatrice del flash mob internazionale “One Billion Rising” che ritorna, anche nella città dei Bruzi. Il 14 Febbraio nel Chiostro di San Domenico – Piazza Tommaso Campanella, dalle 17 e 30, l’associazione MammacheMamme e il Centro contro la violenza alle donne “Roberta Lanzino” hanno organizzato, per il secondo anno consecutivo, il “One Billion Rising”, significativo momento di condivisione che dal 2013, in tutto il mondo, invita a insorgere contro la violenza a ritmo di musica, attraverso l’atto liberatorio della danza. La violenza alle donne e alle bambine tocca indistintamente ogni angolo del globo e, se è vero che le distanze e le diverse lingue possono far sentire le donne lontane tra loro, è altrettanto vero che la danza e la musica possono, invece, unire e avvicinare nella battaglia contro la violenza, che da secoli combattiamo. La parola d’ordine del “One Billion Rising 2018” è “rivoluzione”. Le organizzatrici hanno spiegato i perché: «Rivoluzione culturale, giacché le donne sono da sempre imprigionate nelle logiche sessiste dei contesti in cui vivono. Rivoluzione sociale, affinché si scuotano le coscienze dal torpore dell’indifferenza che talvolta fa sentire le donne ancora più sole, doppiamente violate. Rivoluzione istituzionale, perché le Istituzioni, giuridicamente investite nel prevenire e contrastare la violenza alle donne, siano un punto di riferimento sicuro e non un ennesimo aguzzino». “One Billion Rising” 2018 è patrocinato dal Comune di Cosenza, la Provincia di Cosenza e l’Ordine Psicologi Calabria. Le associazioni e le cooperative aderenti sono: Casa della Gioia, Insieme per crescere, Kirone, Le mani nel domani, Fidapa sezione di Cosenza, Mamo Associazione Montessori di Cosenza, Soroptimist International Club di Cosenza, La cooperativa delle donne, What Women Want, Le Officine dei Colori. Sostengono finora l’iniziativa Crescimondo, Aretè, Francy G, Renata Tropea, the Apartment, Giglio e Monaco e Scervino. Ecco dunque il corpo delle donne, che attraverso il linguaggio globale della danza chiede giustizia, parità, rispetto, “rivoluzione” intesa come nuovi modelli solidali, di unione. Una rivoluzione pacifica come strumento ideale e tangibile contro ogni violenza.

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