La band fiorentina dei Nèra nasce cinque anni fa e vede Samuele Casale alla voce, Niccolò Coveri al basso e Giulio Gaudenzi. Tutti e tre sono appassionati di rock e musica elettronica generi che ritroviamo anche nel loro nuovo singolo “L’amore che ci sorprende” pubblicato da Nic United. Cyrano Factory li ha incontrati in esclusiva.

Partiamo dal nome del vostro gruppo, Nèra. Come nasce? Noi mettiamo sempre un pizzico di femminilità, nei nostri brani, nei nostri video, in tutte le scelte artistiche che prendiamo. In questo caso quando ci chiamavamo in un modo assurdo e cantavamo in inglese qualche anno fa, eravamo soliti a presentarci ai live vestiti completamente di nero. Le persone che ci seguivano ogni qual volta finivamo un live, ci consigliavano di cambiare nomi in qualcosa come “I neri” oppure i “neri NON Per CASO”. Cosi quando abbiamo deciso di passare all’italiano e riformattare il sound abbiamo preso questa idea e l’abbiamo resa più femminile: “Nèra”.

“L’amore che ci sorprende” è il vostro singolo per l’estate 2020. Cosa rappresenta per voi questo brano? Questo brano, estivo a modo nostro, ci ha permesso di ribadire come tante volte nella musica è stato fatto, un elemento fondamentale nella nostra vita; l’amore. “L’amore che ci sorprende” è una canzone d’amore, sull’amore e sulla sua potenza devastante, perché ogni volta che arriva ci sorprende. É anche molto complicato, come tutte le cose belle, ma è anche una delle cose più forti del mondo, che anche solo per un secondo ci fa rimanere immobili ad ammirarlo, mentre tutto intorno si muove. E proprio perché tutto in questo periodo è andato avanti forse non proprio nella giusta direzione, e distaccando i rapporti umani, abbiamo pensato, anche nel video, di non inserire riferimenti di attualità, un po’ per fuggire da questo momento storico in continuo mutamento, ma ricordare a tutti la potenza di una cosa che diamo spesso, troppe volte per scontata ma ci salverebbe tutti. Questo tema caratterizza molto i nostri testi, proprio perché ne siamo sensibili e dobbiamo esserne i più grandi sostenitori, noi che abbiamo la fortuna di poter comunicare emozioni descritte a parole e trasmesse nella musica. Parliamo d’amore in un momento in cui non serve altro.

Le vostre influenze musicali si avvicinano molto al pop e alla new wave degli anni ’90. Quali sono i vostri artisti di riferimento? Quando lavori nel mondo della musica è un‘ avventura che continua e non finisce mai; scopri sempre cose nuove e belle, ma ti affezioni poi a qualcosa di personale, qualcosa che non smetteresti mai di ascoltare. Siamo praticamente cresciuti insieme e quando ci siamo conosciuti i nostri ascolti variavano da una rock progressivo anni ‘70 di Niccolò (basso), a un rock elettronico anni ‘80 di Giulio (batteria), infine ad un lontano pop anni ‘80 e ‘90 di Samuele (voce), per poi fermarci insieme alla bellezza musicale e l’innovazione stilistica di tutto quel mondo racchiuso nel decennio del 1980. Noi che non gli abbiamo vissuti, abbiamo la possibilità di viverli attraverso la musica. Come li vediamo? come rivoluzione stilistica, fatta di provocazioni che rompevano gli schemi, in un momento comunque difficile e affatto spensierato. In questo caso non ci sorprende che stiano tornando alla ribalta anzi, ci rende molto felici.

Nel periodo di lockdown avete realizzato anche il videoclip de “L’amore che ci sorprende”. Di chi è stata l’idea? É stato difficile a distanza realizzare il video, senza potersi vedere ne toccare, perché eravamo abituati a vivere praticamente tutto insieme, il lavoro ed il tempo libero, da amici e da colleghi. Solitamente lavoriamo, sviluppando nuove idee, nel nostro studio il “BLAIR WITCH HOUSE STUDIO”, dove produciamo brani e video per noi e per altri artisti. Questa volta a differenza dei singoli precedenti, per il video abbiamo dovuto trovare una soluzione al problema girando a distanza, singolarmente, ognuno da casa, per poi montare il tutto tramite Skype. La scelta artistica si avvicina molto a tutti quei video che caratterizzavano gli anni ’80/’90, se possiamo azzardare quasi un omaggio agli INXS: un green screen e tanto lavoro di grafiche. Abbiamo condiviso le nostre idee e dalla complicità e la capacità di adattarsi al momento, è nato il tutto. Sicuramente ad ora è il video più pop che abbiamo.

Per finire, siamo in una fase di rinascita, si spera anche musicale. Dobbiamo aspettarci un album entro la fine del 2020? È stato per tutti un vero shock questo periodo, anestetizzato però per nostra fortuna, dalla musica, così indispensabile e come sempre pronta, a dare sfogo a parole e sentimenti. L’elaborazione della cosa dovrà sicuramente seguire il suo corso più o meno lento, è stata una lezione durissima, ma comunque caratterizzata dalla capacità velocissima di adattarsi ad un nuovo modo di vivere le cose: e con un senso di grande di speranza generale, accettando la realtà e imparando ognuno qualcosa, siamo sicuri che tutto ripartirà. Purtroppo non siamo grandi fan delle piattaforme virtuali che hanno in un certo senso, al momento, rimpiazzato le vere relazioni umane. Pensiamo quindi ai live ed al tornare presto a suonare, cosa che faremo e ne siamo sicuri; accompagnati sempre dalla nostra etichetta NIC United. In questo periodo abbiamo scritto molto di noi, piano piano abbiamo collezionato le nostre pagine fatte di esperienze, pensieri e sentimenti, emozioni e ferite; siamo sicuri che presto uscirà un album che rilegherà tutto questo con un filo conduttore di energia positiva.

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