
Si può davvero dimenticare qualcuno che ha avuto un ruolo importante nella propria vita? È una delle domande che attraversano “Too Late”, il singolo che vede insieme Mirco Nese e Andrea Enne in un racconto dedicato alla fine di una relazione e alla difficoltà di accettarne le conseguenze.
Non sempre, infatti, due persone riescono a lasciarsi alle spalle una storia nello stesso momento. Può accadere che una abbia già voltato pagina mentre l’altra continui a cercare risposte, ripensando alle parole dette e alle occasioni perdute. È proprio questa distanza emotiva a emergere nel brano, attraverso una riflessione sulla solitudine e sul tempo necessario per elaborare una separazione.
Nell’intervista Mirco Nese approfondisce i temi di “Too Late” e racconta cosa si nasconde dietro questa canzone.
Avete due storie musicali differenti. Quando vi siete incontrati artisticamente e come avete scoperto di poter lavorare insieme?
Io e Andrea Enne ci siamo conosciuti nel nostro quartiere, anche grazie alla musica e ai brani che avevamo pubblicato. La musica è stata il nostro punto d’incontro e ci ha permesso di scoprire che, pur avendo percorsi diversi, condividevamo un modo simile di vivere e raccontare le emozioni. Quando Andrea mi ha fatto ascoltare le prime bozze di Too Late, ho sentito subito che potevo dare qualcosa al brano. Il ritornello mi è venuto spontaneo, sia nella melodia sia nell’interpretazione, e questo ci ha fatto capire che poteva nascere una bella collaborazione. Credo che quando c’è sintonia artistica non sia necessario forzare le cose: basta ascoltarsi, mettere insieme le proprie esperienze e lasciare che la musica trovi la sua direzione
Chi ha avuto per primo l’idea di “Too Late” e come si è sviluppata durante la lavorazione?
L’idea iniziale è partita da Andrea, che mi ha fatto ascoltare alcune bozze del brano. Fin dal primo ascolto ho sentito una forte connessione con quello che stavamo raccontando e mi è venuto spontaneo cantare il ritornello, trovando subito la melodia. Da lì abbiamo iniziato a sviluppare il pezzo, cercando di dare forma a emozioni che entrambi avevamo vissuto. Too Late parla di relazioni, di occasioni perse e di tutte quelle situazioni in cui ci rendiamo conto troppo tardi di qualcosa che avremmo potuto fare o dire. Ma per me il messaggio va anche oltre l’amore: a volte bisogna capire quando è il momento di cambiare direzione. Continuare a insistere su qualcosa che ci fa stare male non sempre è la scelta giusta. Saper andare avanti non significa arrendersi, ma scegliere di non rimanere intrappolati nella sofferenza e trovare una strada diversa, senza lasciare che il dolore si trasformi in rabbia o violenza.
Quando due artisti collaborano, ciascuno porta il proprio modo di scrivere e interpretare. Su quali aspetti vi siete trovati subito d’accordo?
Io e Andrea non ci troviamo mai d’accordo su niente se non quello di realizzare un brano sincero, che riuscisse a trasmettere emozioni vere senza risultare forzato. Per noi era importante che la melodia arrivasse all’ascoltatore in modo immediato, ma che allo stesso tempo il testo avesse un significato profondo, in cui le persone potessero riconoscersi. Credo che la nostra forza sia stata proprio quella di partire dalle esperienze personali per raccontare qualcosa di universale. Inoltre, condividiamo l’idea che non sempre la soluzione sia continuare a lottare per ciò che abbiamo perso. A volte bisogna avere il coraggio di accettare una situazione, cambiare direzione e non soffermarsi continuamente sul dolore. Questo non significa negare quello che si prova, ma imparare a gestirlo senza trasformarlo in qualcosa di distruttivo per noi stessi o per gli altri.
C’è stato qualche passaggio del brano che avete discusso o modificato più volte prima di arrivare alla versione definitiva?
Come succede spesso durante la lavorazione di un brano, ci siamo concentrati soprattutto sul modo in cui musica e parole potessero sostenersi a vicenda. Nel mio caso, il ritornello è nato in maniera molto spontanea, quindi abbiamo cercato di preservare quella naturalezza, valorizzandone la melodia e l’impatto emotivo. Volevamo che Too Late fosse una canzone capace di arrivare subito, ma che lasciasse anche qualcosa su cui riflettere dopo l’ascolto. Il punto centrale, per me, è che il rimpianto non deve diventare una prigione. Può capitare di restare male per una relazione finita o per qualcosa che non è andato come speravamo, ma non possiamo passare la vita a cercare di cambiare ciò che ormai è successo. A volte continuare a insistere alimenta soltanto frustrazione e rabbia. Bisogna imparare a riconoscere quando è il momento di fermarsi, allontanarsi da ciò che ci fa male e scegliere una strada nuova, senza perdere il rispetto per noi stessi e per gli altri
Che cosa avete scoperto l’uno del modo di lavorare dell’altro durante questa esperienza?
Credo che questa esperienza ci abbia fatto capire quanto sia importante lasciare spazio alla spontaneità e fidarsi delle idee che nascono durante il processo creativo. Andrea mi ha dato la possibilità di entrare nel brano attraverso la mia sensibilità e il mio modo di interpretare le emozioni, e questo ha reso la collaborazione molto naturale. Abbiamo anche capito quanto sia importante ascoltarsi e accogliere punti di vista diversi, perché spesso è proprio dall’incontro tra due sensibilità che nasce qualcosa di nuovo. A livello personale, Too Late mi ha portato a riflettere anche sul modo in cui affrontiamo le difficoltà. Quando qualcosa ci ferisce, è facile restare bloccati nel dolore o reagire con rabbia, ma credo che la vera forza sia riuscire a cambiare direzione prima che la sofferenza prenda il sopravvento. Non tutto può essere recuperato e non tutte le situazioni si risolvono come vorremmo. Accettarlo non ci rende deboli: ci permette di andare avanti con maggiore consapevolezza, senza fare del male a noi stessi o agli altri.
Dopo “Too Late”, vi piacerebbe realizzare altri brani insieme oppure state già pensando a nuovi progetti individuali?
Sicuramente Too Late è stata un’esperienza importante, nata da una sintonia musicale spontanea e dalla voglia di raccontare emozioni che entrambi conosciamo. Allo stesso tempo, come succede nella vita, non sempre è facile capirsi e trovare un punto d’incontro. A volte le differenze caratteriali e i diversi modi di vedere le cose possono creare incomprensioni e portare anche a un raffreddamento dei rapporti. Credo però che nulla nella vita sia davvero definitivo e che le porte, anche quando sembrano chiuse, possano sempre riaprirsi.
Per il momento, ognuno può continuare il proprio percorso, crescere artisticamente e dedicarsi ai propri progetti. Non escludo che in futuro possano esserci altre occasioni per collaborare, perché la musica ha anche questa capacità: quella di far incontrare nuovamente le persone, magari in momenti diversi della vita e con una consapevolezza nuova. Poi, in fondo, sarà anche il pubblico a dirci se avrà voglia di vedere ancora questo scambio artistico tra noi, se vorrà ascoltare altre canzoni nate dalla nostra collaborazione oppure se Too Late rimarrà un capitolo unico del nostro percorso. Non voglio dare nulla per scontato né chiudere porte, perché la vita può sempre sorprenderci. L’importante è saper andare avanti, senza soffermarsi troppo su ciò che non ha funzionato, senza trasformare le incomprensioni in rabbia e senza perdere il rispetto reciproco. A volte cambiare direzione è la scelta migliore, ma questo non significa che le strade non possano mai incrociarsi di nuovo.