
Artista eclettico, capace di fondere rap, poesia e ricerca sonora, Loki si distingue per una visione personale e fuori dagli schemi. Nato artisticamente a Trento, ha costruito un linguaggio che unisce introspezione e critica sociale, con uno stile che mescola rigore tecnico e libertà espressiva.
Il nuovo singolo Mondo diss-torto segna un ulteriore passo nella sua evoluzione: un brano dal sound cupo e cibernetico che riflette sulle distorsioni della realtà digitale e sull’ossessione contemporanea per l’apparenza. In questa intervista, Loki racconta le radici della sua identità artistica, il significato del suo nome, il legame con la poesia e l’approccio indipendente con cui affronta la scena musicale attuale.
Nel tuo universo artistico convivono rap, arte e poesia. Da dove nasce questa fusione e cosa cerchi di comunicare?
La fusione tra le tre cose nasce sin da ragazzino, ho sempre amato la poesia, il rap e tutte le forme d’arte in generale.
Ho deciso di usare il rap ho deciso di usare Loki per comunicare dei messaggi forti, importanti ed in qualche modo anche culturali. Cercando di mischiare in un cocktail unico questi elementi nella mia musica.
Il tuo nome d’arte, Loki, richiama una figura mitologica ambigua. In che modo questa simbologia riflette la tua identità creativa?
Il mio nome d’arte ha una storia davvero singolare, all’inizio mi è stato dato da amici per via della somiglianza con Alan Cumming, attore che interpretava proprio Loki in The Mask. Mi sono appassionato al personaggio, studiando anche la storia norrena e tutto ciò che lo circonda. Così ho deciso di tenerlo, perché comunque Loki nella mitologia vichinga è visto come la figura del “Trickster”, polivalente, ingengoso, fuori dagli schemi, inventore di tecniche. Ed ecco perché riflette in pieno la mia identità artistica non convenzionale.
“Mondo diss-torto” è il tuo nuovo singolo: qual è il messaggio principale che vuoi lasciare a chi lo ascolta?
La discrepanza tra la vita reale e quella dei social media in cui spesso le persone mostrano solo con i momenti migliori, più belli o più riusciti della loro vita sui social, creando un’immagine idealizzata di sé stesse. In realtà, la vita reale è molto più complessa e include anche momenti di stress, insoddisfazione o difficoltà che di solito non vengono condivisi online.
In un mondo che ci bombarda di immagini di successo, felicità e perfezione, molte persone aspirano a raggiungere questi obiettivi senza dover affrontare troppo sacrificio o fatica.
Tuttavia, è importante ricordare che una vita senza difficoltà è difficile da realizzare e che spesso sono proprio le sfide e le difficoltà a farci crescere, imparare e apprezzare i momenti belli. Un sound profondo e cupo realizzato con suoni ed effetti cibernetici curato da NFL che accompagna un testo tagliente e diretto, scritto tutto di getto da me (Loki) e Isa.
La tua musica è un viaggio tra introspezione e ribellione. Quanto c’è di autobiografico nei tuoi testi?
C’è molto di autobiografico in ogni mio testo scritto. A volte in maniera più leggera, a volte in maniera più diretta, a volte in maniera più nascosta. È essenziale per me inserire una parte del mio vissuto in ogni mia composizione, per aiutare soprattutto chi si rispecchia in me Loki ma non solo…anche in Gianluca come persona.
Vieni da Trento, una città forse fuori dai radar della scena urban nazionale. Quanto ha influenzato il tuo sguardo artistico?
Non ha influenzato in nessun modo il mio sguardo artistico. Anzi al contrario mi ha aiutato a distinguermi.
So in che direzione vado, sono sempre stato un visionario, fuori da canoni e regole convenzionali. Sempre alla ricerca di innovazione spirituale, musicale e artistica. Quindi se Trento è fuori dai radar del panorama Urban, si ricorderanno sicuramente di Loki ora e non solo.
Oltre alla musica, ci sono altre forme d’arte che influenzano il tuo modo di pensare e creare?
Si, la matematica e la poesia principalmente. Sono una persona molto precisa e meticolosa, ma al tempo stesso anche stravagante.
Quando creo una strumentale, un testo, mi lascio trasportare dal flusso di pensieri per poi entrare nello specifico, nel dettaglio e sistemare tutto ciò che ho idealizzato solo a livello teorico, strampalato per poi renderlo pratico e funzionale.
Viviamo in un’epoca dove l’immagine è centrale: che rapporto hai con i social e con il modo in cui l’artista si espone?
Ma sinceramente, non sono mai stato un grande amante dei social, dei trend, però purtroppo ho dovuto adattarmi, trovando un mio tratto distintivo. Creando contenuti e foto d’impatto, grazie al cielo imparo in fretta e con la tecnologia me la cavo bene. Purtroppo l’immagine ora gioca un ruolo cruciale (anche se non condivido) che va di pari passo se non oltre al contenuto. Quindi non resta che aggiornarsi. Fine.
Che significato dai oggi alla parola “successo”?
Sinceramente?! Non ci ho mai pensato. Penso solo a pedalare, fare le cose con criterio e spingere come un carro armato con la mia musica. Il cosiddetto “successo” non mi interessa al momento, non mi riguarda, quando arriverà saprò dargli un significato più letterale.
Mistaman diceva “Solo sul dizionario il successo viene prima del sudore”. E vi lascio con questa perla. Fine.