Digaonthemic racconta “Soundbwoy”: tra reggae, dancehall e libertà

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Reggae, dancehall e rap si incontrano in “Soundbwoy”, il nuovo singolo di Digaonthemic feat. Elia1991, prodotto da James Cella e in rotazione radiofonica dall’11 settembre. Estratto dall’album “Cantautorap”, il brano segna un ritorno ad alcune delle sonorità che hanno accompagnato l’artista nel corso degli anni, tra festival, concerti e ascolti che hanno contribuito alla sua formazione musicale.

Dalla Giamaica al Salento fino al Veneto, Digaonthemic ripercorre il suo rapporto con la cultura reggae e dancehall, raccontando gli artisti che lo hanno influenzato e il modo in cui queste sonorità sono entrate nella sua musica. Un percorso che ritroviamo anche in “Soundbwoy” e, più in generale, nell’incontro tra generi diversi che caratterizza “Cantautorap”.

Ne abbiamo parlato con Digaonthemic in questa intervista.

In “Soundbwoy” torni a sonorità reggae e dancehall che hanno fatto parte del tuo percorso. Qual è stato il tuo primo incontro con questa cultura musicale?
Il primo approccio è stato nei vari festival in cui sono stato, come il Rototom Sunsplash, One Love, Gusto Dopa al Sole, dove ho avuto la fortuna di ascoltare i più grandi artisti italiani e soprattutto internazionali che hanno scritto la storia di questo genere. Certi concerti hanno aperto la mente e fatto provare emozioni che sono indelebili sulla mia pelle.

C’è stato un artista, un disco o un momento preciso che ti ha fatto capire quanto questo mondo avrebbe influenzato il tuo modo di fare musica?
Certamente, potrei citarne alcuni come, ovviamente, Bob Marley, i Sud Sound System, Alpha Blondy, Alborosie, Brusco, gli Africa Unite, Gentleman e Damian Marley. Ogni canzone e live hanno influenzato la mia visione. Ce ne sono tanti altri che, anche solo con una canzone, mi hanno fatto vivere momenti magici, mi hanno insegnato ad amare la musica.

Nel brano convivono Jamaica, Salento e laguna. Cosa lega, nella tua esperienza, luoghi apparentemente così distanti?
Perché il Salento per me è la Jamaica italiana, ho avuto il piacere di visitarlo e di vivere il loro amore per questa cultura, ascoltando i più grandi artisti internazionali al Gusto Dopa al Sole. Questi due mondi ovviamente si sono mischiati al territorio in cui vivo, il Veneto.
Riuscire a fare convivere questi 3 mondi diversi senza dover forzare nulla mi ha reso davvero felice.

Quanto di quello che hai assorbito dal reggae negli anni è rimasto nel tuo modo di scrivere, anche quando ti muovi su generi differenti?
Sicuramente per quanto riguarda le linee melodiche e il modo di stare sul palco, la visione di ciò che la musica riesce a fare e l’amore che si può avere per una cultura, da ogni parte del mondo.
Sono molto libero quando scrivo, cerco di creare qualcosa di nuovo, senza seguire nessuno schema. Quando si è liberi credo che si possa dare il meglio di sé, portando il lavoro ad un livello superiore.

Hai scelto di recuperare queste influenze all’interno di un album intitolato “Cantautorap”. Che posto occupa “Soundbwoy” nell’identità complessiva del disco?
Occupa un posto importante perché il reggae ed il rap sono stati i due generi che mi hanno fatto appassionare di più al mondo della musica, uniti al cantautorato italiano hanno creato questo disco, possiamo dire che è il suo momento di evasione.
Ho voluto divertirmi sulla strumentale di James Cella, dando uno spazio a Elia, un artista dal grande talento che mi ha accompagnato in questi anni di musica, condividendo rec session, palchi e serate indimenticabili.

Oggi senti di vivere reggae e dancehall nello stesso modo degli inizi oppure il tuo rapporto con questi generi è cambiato insieme a te?
Non può cambiare perché la musica rimane per sempre dentro di noi, ed ogni volta che ascoltiamo un vecchio brano le emozioni sono sempre le stesse, ci sono canzoni che mi hanno accompagnato e che rimarranno con me per sempre.
Credo che ogni giorno stiamo scrivendo la nostra storia e la musica è la colonna sonora di questo carosello di foto che la vita ci scatta.

- 19/09/2026

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