Intervista e curiosità, conosciamo Syrio

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Nel brano “Il Mondo Non Va Via”, Syrio ci guida attraverso un viaggio di crescita personale e di accettazione delle delusioni sentimentali. La frase “rialzati da terra, il mondo non va via” diventa il cuore pulsante di un messaggio di speranza e resilienza.

Quali sfide hai affrontato quando hai iniziato la tua carriera musicale?

Ricordo che quando ho iniziato ad entrare nel mondo della musica, avevo una paura allucinante del giudizio delle persone. Le critiche mi spaventavano. Mi chiedevo continuamente: E se poi non piace? E se poi, magari, ricevo insulti gratuiti? (Parliamoci chiaro, al giorno d’oggi questo succede ed anche spesso). Quindi avevo parecchio timore di tutto ciò. Buttandomi, però, ho capito che ci sono due tipi di critiche: quelle costruttive che ti aiutano a crescere sia personalmente che musicalmente e quelle distruttive che cercando di distruggere tutto ciò per cui hai e stai lavorando. Bene, nel momento in cui ho saputo scindere l’aiuto dalla distruzione ho preso ed ho suonato ancora più “forte”. La musica piaceva a me e questo già bastava. Da li in poi tutto in “discesa”

C’è stato un momento difficile che hai superato e che ha contribuito a plasmare la tua determinazione?

Gli ultimi due anni per me sono stati un inferno emotivo. Questo prima di ottobre 2023. A causa di continue delusioni nell’ambito musicale, ho dovuto fare i conti con una forte crisi emotiva che mi ha portato ai due anni di stop. Le perone intorno a me hanno continuato a spingere per farmi tornare in carreggiata senza successo fino a quando Santino (che è il mio co-produttore) mi ha convinto a dargli “Il diario dei ricordi” un album finito nel 2019 ma che io non ho MAI voluto pubblicare perché sapevo dentro di me che senza la giusta spinta sarebbe stato un lavoro sprecato, da li, qualche giorno dopo, mi chiama con voce squillante e mi da la notizia che l’album è piaciuto a Davide Maggioni, Matilde Dischi e iniziamo insieme a lavorare con Maionese Project. Da li ad oggi la mia determinazione ormai è ferrea e sono felice di aver vissuto questi due anni riposando la mente perché sono consapevole che senza questi due anni, oggi, non sarei qui.

Quali artisti o eventi hanno avuto un impatto significativo sui tuoi primi lavori?

I miei primi lavori erano su basi rap, esploravo quell’ambiente, mi piaceva ma sentivo che non mi apparteneva. Ascoltavo Emis Killa, Fedez, Marra, tutti gli artisti di quel tempo, ma dentro me sapevo che quella non era la mia strada. Di fatti poi negli ultimi 8-9 anni ho trasformato la mia musica in quello che volevo esattamente anche se è difficile tirare fuori quello che ho in testa e Santino può confermarlo.

Quali sono state le principali influenze musicali o sonore per questo singolo?

Cerco sempre di non farmi influenzare da niente per non imbattermi, poi, in qualcosa di già sentito e quindi risultare monotono. Posso dirvi, però, che ad oggi, cerco di seguire una scia non proprio al passo con i tempi. Moderno, si! Ma cerco di distinguermi e spero di riuscire nel mio intendo.

Come hai scelto il titolo del singolo e quale significato ha per te?

I significati sono molti. La canzone parla della fine di una storia ma può essere interpretato anche in altri ambiti come l’amicizia, il lavoro, la famiglia. Ho scelto questo titolo cosicché chi lo legge sappia già, più o meno, di cosa tratterà la canzone.

Puoi condividere alcune anticipazioni su cosa i nostri lettori possono aspettarsi dal tuo prossimo lavoro?

Certo! Nel mese di Marzo uscirà un nuovo singolo estratto dal mio album dal titolo “Ci vediamo nel silenzio” è un brano che per me ha un significato gigantesco e spero di riuscire a trasmettere tutto esattamente come il mio cuore ha dettato in quel momento.

- 21/02/2024

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