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Intervista al poliedrico musicista Louis Siciliano, in occasione dell’uscita di ‘Folds of Time’

Folds of time è in uscita il 2 febbraio: a chi o a cosa dedicheresti questa creazione?

“Ai popoli Pigmei e a tutte le minoranze che lottano per la sopravvivenza” è la dedica ufficiale. I Pigmei erano i musici di corte dei Faraoni Egizi. Gli etno-antropologi concordano che sono tra i più antichi popoli del nostro pianeta. La loro è una Musica che vive e si nutre del loro ambiente. Un ambiente primordiale e incontaminato che questa pseudo-modernità sta continuamente insidiando. Io sono da sempre devoto a questo popolo e alla loro musica. Li ho frequentati, ho vissuto con loro. Mi sono entrati in ogni cellula ed in ogni angolo remoto del mio cuore e della mia mente. Sono sublimi maestri di polifonie vocali. Io rimango rapito per ore a bocca aperta da questa musica. Una musica fortemente frattale. Una musica collegata alla terra ma anche agli astri che di notte si possono vedere solo da quella latitudine del mondo. Per quanto riguarda le minoranze, vorrei solo dire una cosa: rappresentano “la quintessenza” di questo mondo. Guai un mondo omologato al basso come stanno tentando di fare da una trentina di anni a questa parte. Le parole d’ordine della post-pandemia saranno: consapevolezza, qualità, apertura, sostenibilità, natura, serenità, rapporti sociali veri. Almeno è quello che ci auguriamo insieme a Roberto Bellatalla al contrabbasso e Mauro Salvatore alla batteria.

Questo album è legato alle tue ricerche sul “Multiverso Musicale”: puoi raccontarci la storia di queste ricerche?

Ormai sono diventate le “nostre” ricerche. Ho avuto il privilegio di condividere di tutto questo con Roberto Bellatalla appena è uscito il libro. Subito dopo si è unito a noi anche Mauro Salvatore ed è cominciata la prima tappa del nostro viaggio nei suoni MUME-x che è questo nostro album intitolato FOLDS OF TIME.

Ritornando a MUSIC MULTIVERSE EXPLORATION è un metalinguaggio musicale che ho impiegato 25 anni per codificare e che ho descritto in un libro. Un lavoro faticosissimo che mi ha portato per anni a vivere quasi da eremita. Tutto nasce da una domanda che mi sono posto, seguendo la stella polare di John Coltrane. Ripetevo ossessivamente tra me e me, “deve esserci una legge universale che regoli la vita delle strutture sonore”, come la teoria della relatività di Einstein. “Come in alto, così in basso”, dicevano gli ermetici. La legge che permea la musica è la stessa che muove e regola il Multiverso (la fisica oggi non parla più di Universo). Ho iniziato ad approfondire l’immenso lavoro didattico di Slominsky, Schillinger, Hindemith e Messiaen, per non parlare delle opere di J.S. Bach. Da tutti questi studi ho potuto identificare un concetto fondamentale in musica: la simmetria. Dalla simmetria delle strutture intervallari, sono poi arrivato a decodificare MUSIC MULTIVERSE EXPLORATION: A NEW COSMOLOGY OF SOUND. Attraverso questo metalinguaggio, ogni “architetto-compositore-performer” potrà costruire liberamente il proprio quartiere, per così dire, o un’intera città, perché no? Stravinsky ha detto: “la libertà per me è essere consapevole dei miei limiti”. La particolarità di MUMEx (MUSIC MULTIVERSE EXPLORATION) è che assicurerà che ogni quartiere (elemento strutturale) sia in armonia e in completa coerenza con gli altri quartieri e di conseguenza con l’intera città. A tutto discapito di quanto accade oggi nelle nostre città, dove ormai regna solo cemento selvaggio e il caos è dettato dalla speculazione edilizia, a discapito della vivibilità e della qualità della vita dei cittadini e della salute del nostro pianeta. MUMEx, quindi, è un modello gestionale che serve ad “organizzare liberamente” il flusso melodico, le linee contrappuntistiche, gli agglomerati sonori, le figure ritmiche e le microstrutture tonali create dai compositori-esecutori. Parliamo di Composizione in tempo reale, un concetto che è doveroso sottolineare.

Nel panorama musicale attuale ci sono delle idiosincrasie che noti o qualcosa che, potendo, ti piacerebbe cambiare?

Gli Egizi lasciarono le Piramidi, i Romani il Colosseo, per non parlare dei vari Dante, Leonardo o Charlie Parker, Miles, Monk, Trane, Bill Evans che sono loro stessi dei Monumenti alla bellezza e alla profondità dell’Arte. Noi lasceremo un mondo inquinato, dissestato per non dire squassato, il bello e’ che manco ce ne rendiamo conto. La Musica non è avulsa da tutto ciò. La Musica ha a che fare con l’uomo, la Natura, il Cosmo, i nostri fratelli candidi e puri: gli animali che sono come bambini e che sottoponiamo a torture terribili. Come umanità abbiamo l’obbligo di ristabilire questo equilibrio basato sul rispetto, sulla compassione, più di uno ha parlato dell’Amore come motore dell’esistenza. Ebbene la Musica è tutto ciò. Se renderemo questo pianeta più vivibile, più in armonia tutto ne gioverà anche la musica. Tutto è Musica e tutto è vibrazione compreso questi saputoni che pensano di sapere tutto e che vengono definiti Esseri Umani e mi ci metto anche io ovviamente nella categoria. C’è una parolina magica: Consapevolezza. E’ la chiave!

Quali sono le prospettive per il futuro, qualcosa bolle in pentola?

Non credo nel futuro. Le lingue antiche compreso il greco fino ad un certo punto non conoscevano verbalmente il tempo futuro. Il futuro è un prodotto della spazzatura mentale congegnato dal Potere. Esiste solo il presente. Qui ed Ora! Noi del MUMEx Trio speriamo di poter fare la cosa più saggia che un musicista di qualsiasi estrazione possa fare e che è il vero senso di tutto: la Musica dal vivo. Suonare. La performance dal vivo è un qualche cosa di importantissimo perché, come il nostro corpo si nutre di cibo, la Musica nutre l’Anima e il nostro immaginario e non è cosa da poco. Ci auguriamo di ritrovarvi tutti ai nostri concerti e perché no, farci una bella chiacchierata dopo.

 

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