
Con il nuovo singolo “Radio Ciclone”, Clotilde apre una nuova fase del suo percorso artistico, sperimentando sonorità elettroniche senza rinunciare alla profondità del racconto. Un brano che invita a lasciarsi alle spalle il peso della routine per vivere il presente con maggiore leggerezza. In questa intervista per Cyrano Factory, l’artista parla della genesi del singolo, dell’evoluzione del suo sound, del rapporto con il pubblico e degli obiettivi che guarda con entusiasmo per il futuro.
Il tuo nuovo singolo invita a lasciarsi andare. Tu riesci davvero a vivere con questa leggerezza o è un obiettivo da raggiungere ogni giorno?
Credo che sia un obiettivo da raggiungere ogni giorno. Non è facile vivere con leggerezza, soprattutto quando ci si trova ad affrontare responsabilità, impegni e momenti complicati. Radio ciclone nasce da questa consapevolezza: è un promemoria che faccio prima di tutto a me stessa, per ricordarmi che fermarsi, respirare e vivere il presente è importante.
Esiste una canzone che, nella tua vita, ha avuto lo stesso effetto liberatorio che speri abbia “Radio Ciclone” sul pubblico?
Si, direi “Dimmi come” di Alexia. È una di quelle canzoni che ogni volta riesce a cambiarmi l’umore e a trasmettermi un’energia positiva. Mi ricorda quanto la musica possa essere una compagnia nei momenti più difficili. Se “Radio Ciclone” riuscisse a fare lo stesso effetto per qualcuno, ne sarei davvero felice.
Il sound elettronico rappresenta una nuova fase del tuo percorso. Cosa ti affascina di queste sonorità?
Mi affascina il fatto che riescano a trasmettere tanta energia senza perdere intensità emotiva. Con Radio Ciclone volevo esplorare un sound più moderno, capace di far muovere le persone ma anche di raccontare una storia.
Come trovi l’equilibrio tra cura tecnica e spontaneità interpretativa?
Per me la tecnica è uno strumento importante, perché mi permette di esprimermi al meglio. Ma quando interpreto una canzone cerco sempre di mettere al primo posto l’emozione. Se una canzone non riesce a trasmettere qualcosa, la tecnica da sola non basta. L’equilibrio nasce proprio dall’unione di questi due aspetti.
Quanto contano i feedback delle persone dopo l’uscita di un nuovo brano?
Contano molto, perché ogni volta che qualcuno mi scrive dicendomi di essersi riconosciuto in una mia canzone è un’emozione speciale. È bello sapere che qualcosa nato da un’esperienza personale riesca a creare un legame con chi ascolta.
Se dovessi immaginare il prossimo passo della tua carriera, come lo descriveresti?
Lo immagino come un percorso di continua crescita. Vorrei continuare a pubblicare musica che mi rappresenti, sperimentare nuove sonorità, salire su nuovi palchi e raggiungere sempre più persone. Il mio obiettivo è crescere senza perdere ciò che mi ha accompagnata fin dall’inizio.