Archeologia dell’anima e ossessione del passato – “Il riflesso della Chimera” di Corrado Prever | RECENSIONE

  • WhatsApp
  • Telegram
  • Reddit
  • LinkedIn

 

 

Leggere “Il riflesso della Chimera” significa entrare in un romanzo che lavora per scavo, non per superficie. Xavier, archeologo di formazione, diventa il riflesso perfetto di una narrazione che indaga il passato con metodo, ma finisce per esserne travolta. Corrado Prever utilizza la professione del protagonista non come semplice caratterizzazione, ma come chiave di lettura dell’intero romanzo: scavare significa riportare alla luce, ma anche esporsi a ciò che era stato sepolto per una ragione. Il legame tra Xavier e Nicole è una relazione magnetica e perturbante, in cui l’attrazione nasce dalla frattura più che dalla condivisione. Nicole porta con sé una memoria che non è solo personale, ma storica, collettiva, e che finisce per insinuarsi nella vita del protagonista come qualcosa di inspiegabilmente familiare. Il romanzo suggerisce, senza mai dichiararlo apertamente, che alcune esperienze attraversano i confini individuali e si trasmettono come un’eco.La prosa è misurata, priva di compiacimenti, e mantiene sempre una tensione sottile tra razionalità e vertigine emotiva. Prever non indulge mai nel melodramma, ma lascia che siano i silenzi, le omissioni e le ripetizioni a costruire il senso di inquietudine.

“Il riflesso della Chimera” è un romanzo che richiede attenzione e disponibilità, ma ripaga con una riflessione profonda sull’identità, sull’eredità invisibile del passato e sull’illusione di poter davvero lasciarsi alle spalle ciò che ci ha preceduti.

https://www.lafeltrinelli.it/riflesso-della-chimera-libro-corrado-prever/e/9791224044277

- 22/01/2026

ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER

Subscribe

* indicates required
© Cyrano Factory è prodotto da Media Factory Adv. All rights reserved.
ACCEDI CONTATTI REGISTRATI AUTORI