
Il pianista e compositore Guido Coraddu sarà protagonista a Lecce con il suo ultimo lavoro per pianoforte solo, Miele Amaro, un progetto dedicato al jazz sardo. L’appuntamento è domenica 13 settembre alle ore 17:30 presso Palazzo Cerasini (via Vittorio de Prioli 7), edificio storico nel cuore di Lecce, che farà da cornice all’esibizione in un contesto capace di valorizzare l’intimità e la profondità della musica di Coraddu. Il concerto si inserisce nel programma di Piano City Lecce, coinvolgente festival diffuso dedicato alla magia degli 88 tasti. Pianisti provenienti da tutto il mondo animano i luoghi emblematici della città, con 3 giorni di city, street, house concert e special event dalle sonorità classiche, jazz e pop.
Lo spettacolo Miele Amaro nasce come un’esplorazione dell’idea che esista un peculiare jazz sardo, un’identità musicale sviluppata attraverso l’incontro tra tradizione, ricerca e apertura internazionale. Coraddu ripercorre le musiche e le storie dei suoi protagonisti, da Paolo Fresu a Enzo Favata passando per Massimo Ferra e Gavino Murgia, fino alle figure emergenti degli ultimi anni.
Con Miele Amaro, il pianoforte diventa lo strumento attraverso cui raccontare un’isola e il suo rapporto con il mondo: un viaggio nella storia del jazz in Sardegna e nella capacità della musica di trasformare l’identità in un linguaggio aperto, capace di attraversare confini geografici e culturali.
L’arrivo di Coraddu a Lecce porta questo racconto nel cuore del Salento, altro territorio del Mediterraneo in cui musica, tradizione e contaminazione hanno costruito nel tempo una forte identità culturale. L’incontro tra Sardegna e Salento diventa così un’occasione per mettere in dialogo due realtà lontane e insieme profondamente legate alla dimensione mediterranea, attraverso il linguaggio musicale che da sempre vive di scambi, influenze e libertà.
Miele Amaro rinnova l’idea del jazz come linguaggio orientato alla libertà: una musica capace di custodire la memoria senza restarne prigioniera, di attraversare i territori e di creare nuovi spazi di incontro. Un messaggio che risuona con particolare forza in un Mediterraneo ancora oggi attraversato da conflitti, divisioni e muri, dove la cultura può continuare a rappresentare un luogo di conoscenza, dialogo e libertà.