UNIPLUX: quando il punk italiano incontra la memoria della Swinging London

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Nel nuovo “D’yer Mak’er” convivono due genealogie del rock apparentemente distanti: la scena punk-rock italiana degli anni Ottanta e l’eredità musicale della Londra degli anni Sessanta. Il risultato è un dialogo generazionale costruito attorno all’idea di un rock ancora vivo e mutante

Ci sono progetti musicali che funzionano soprattutto per affinità stilistica. Altri, invece, trovano la propria forza nelle traiettorie umane e culturali che riescono a mettere in contatto. La nuova interpretazione di “D’yer Mak’er” firmata Uniplux appartiene chiaramente alla seconda categoria.

Dietro la rilettura del classico dei Led Zeppelin si muove infatti qualcosa di più complesso di una semplice operazione rock revival: un incontro tra differenti stagioni della cultura musicale europea, tra memoria britannica, attitudine punk italiana e desiderio di restituire centralità alla dimensione fisica del suono.

Al centro del progetto c’è Fabio Nardelli/Uniplux, figura che occupa una posizione peculiare nel panorama rock italiano. Proveniente dalla scena punk-rock dei primi anni Ottanta, Nardelli ha attraversato il tempo senza inseguire particolarmente le logiche dell’industria musicale mainstream, costruendo invece un percorso nel quale scrittura, produzione e ricerca identitaria sono rimaste componenti fondamentali.

Questo retroterra conta molto per capire la scelta di affrontare proprio “D’yer Mak’er”.

Il brano dei Led Zeppelin, pubblicato nel 1973, non appartiene alla parte più rassicurante della loro produzione. È un pezzo obliquo, contaminato, costruito su una curiosa intersezione tra rock britannico e pulsazione reggae. In altre parole: materiale perfetto per un musicista che ha sempre mostrato una certa familiarità con i territori laterali del linguaggio rock.

Ma il vero cortocircuito culturale del progetto arriva con Dave Sumner.

Parlare di Sumner significa evocare una scena musicale precisa: la Swinging London, il laboratorio urbano nel quale il rock britannico ridefinì il proprio immaginario tra beat, blues elettrico, psichedelia e rivoluzione estetica. La sua presenza dentro il progetto non porta soltanto esperienza tecnica o prestigio biografico; introduce un pezzo autentico di quella memoria musicale.

Eppure la collaborazione non assume mai il tono della celebrazione generazionale.

Il dialogo tra Uniplux e Sumner funziona proprio perché non viene costruito sulla nostalgia. Piuttosto, si sviluppa attorno a una domanda implicita: come può dialogare oggi il patrimonio del rock storico con percorsi artistici nati in contesti completamente differenti?

La risposta passa dal suono.

La nuova “D’yer Mak’er” evita accuratamente il vintage come posa estetica. Le chitarre mantengono calore e presenza, ma il lavoro complessivo resta dinamico, asciutto, concentrato sull’interazione tra musicisti più che sulla ricostruzione museale dell’epoca.

In questo equilibrio si inserisce anche Fabio Varrone/Anarchybrain, figura trasversale capace di aggiungere ulteriori sfumature a un impianto musicale che vive di contaminazione e scambio.

Guardando il progetto da una prospettiva più ampia, emerge forse il suo elemento più interessante: la capacità di far dialogare genealogie rock differenti senza trasformarle in feticcio culturale.

Da una parte la Londra che contribuì a inventare il linguaggio del rock moderno. Dall’altra il punk italiano degli anni Ottanta, con la sua urgenza, la sua dimensione underground, la sua insofferenza verso le convenzioni.

Nel mezzo, Uniplux costruisce un ponte sonoro credibile.

E forse è proprio questo il risultato più riuscito del progetto: dimostrare che il rock continua ad avere senso quando smette di essere cronologia e torna a essere conversazione aperta tra esperienze, epoche e identità musicali differenti.

Link ufficiali
Instagram: instagram.com/effeuniplux_official
YouTube: youtube.com/channel/uc1dsx7v9wfn2vcbd3hxbfcw
Wikipedia: it.wikipedia.org/wiki/uniplux
Facebook: facebook.com/uniplux
Spotify: open.spotify.com/intl-it/artist/4y4q4djboczcy3aqiro2ed

- 29/05/2026

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