
«Volevo creare un suono delicato ma allo stesso tempo potente, che parlasse dell’umanità tra bene e male, della sua continua ricerca di equilibrio.» Stefano Napolitano
Partiamo da qui per non perdere l’orientamento dentro il pop digitale e futuristico di Stefano Napolitano, artista torinese che torna sulle scene con il disco “Una nuova luce sul mondo” dentro cui le macchine muovo verso il bisogno di indagare cosa succederebbe se oggi tornassero le figure portanti della fede religiosa. Sociale, quasi politico, spirituale ma decisamente visionario, nelle clip in rete come dentro i suoni che sfidano le estetiche pettinate del nuovo futuro. Un viaggio cosmico da fare con abbandono e libertà…

Percepisco contrasti estremi tra inferno e cielo, miseria e ricchezza:
credi che sia proprio nella tensione tra opposti che si nasconda la
possibilità della rinascita?
Viviamo costantemente tra un opposto e l’altro. La maggior parte delle persone rincorre il denaro perché vede in esso la soluzione per ambire a una vita migliore, Questo è ciò che ci hanno insegnato. A partire dai nostri stessi genitori, quindi dall’educazione, dal potere politico, dai mezzi di comunicazione e dalla società in cui viviamo. La possibilità di rinascita sta nell’abbandono totale di questo ideale. Cercare ed esplorare nuovi territori della mente e dell’anima invece di vedere sempre una grande folla muoversi come pecore pronte a rientrare nell’ovile.
Quel bisogno di una nuova luce è più una speranza personale o un grido
universale che attraversa tutta l’umanità?
Senza dubbio è un obiettivo che dovrebbe interessare tutta l’umanità prima che questa salti per aria per colpa di un gruppo di folli che detiene il potere. Il mio è un grido disperato affinché la mia voce possa raggiungere tutti gli angoli del mondo con l’aiuto dei media più potenti che spesso mi si negano per dare spazio ad altri.
In “Vecchia Terra” Cristo ritorna e incontra un’umanità smarrita:
pensi che oggi la croce che portiamo sia diversa da quella di duemila
anni fa, o il dolore resta sempre lo stesso?
Credo che sia peggiore rispetto a quella di duemila anni fa. Ciò che ci hanno insegnato le religioni è scorretto nel rispetto degli esseri umani. Gesù è morto in croce per redimere e salvare l’umanità. Era questo il grande progetto di Dio? Guardatevi intorno e osservate. Pensate che si sia realizzato? Non dovremmo fare tutti i conti con Cristo per come sono andate le cose?
Nel raccontare il ritorno del Messia, hai cercato più di immaginare un
fatto storico o di evocare un simbolo eterno che ci riguarda ancora?
Ho immaginato entrambe le cose. Io non ho gli elementi per stabilire con certezza se Cristo sia esistito o meno e le cose che ci hanno raccontato su di Lui non penso siano vere. Io lo immagino come il più grande reazionario rivoluzionario della storia dell’uomo. Venne barbaramente condannato a morte ma non si piegò davanti ai suoi giudici e carnefici rinnegando il suo credo. Morì come un eroe e fece parlare di sé per oltre duemila anni. Indubbiamente è l’uomo più chiacchierato del mondo.
E come pensi che l’uomo di oggi si relazioni al peccato, alla
tentazione e al vizio? Pensi che sia una relazione immutata e immutabile?
Oggi l’uomo pecca a prescindere perché i pretesti e le occasioni per farlo sono innumerevoli. L’umanità potrebbe cambiare solo con un piccolo sforzo unanime. Se guardo la situazione attuale capisco che il degrado e l’indifferenza degli uomini abbiano toccato il fondo più profondo della loro esistenza. Tutto questo per colpa del Dio denaro.