
“Dimmelo tu” abbandona l’arrangiamento classico per una formula sincera, fatta di suoni primordiali e parole pesate

“Dimmelo tu” non è solo un singolo, ma un atto di sottrazione. Igor Mulas torna alla musica come confessione, come gesto nudo e necessario. In un’epoca dominata da produzioni iper-compresse e strofe sovraccariche, il cantautore sceglie l’essenzialità. Il brano è un dialogo a cuore aperto, una richiesta d’onestà che si rivolge tanto all’altro quanto a sé stessi.
L’arrangiamento si muove tra pulsazioni tribali e pause studiate, lasciando spazio al testo. Non ci sono orpelli: ogni suono è misurato, ogni parola è peso emotivo. Il videoclip, girato da Stefano Di Carlo, rafforza questa visione. La location – le coste selvagge di Marina di Cerveteri – restituisce un immaginario crudo, simbolico. Mulas cammina scalzo, si spoglia delle difese, e ci invita a fare lo stesso.
Non è la prima volta che il cantautore affronta temi esistenziali. Già con “Non è” e “Sì”, aveva mostrato un desiderio di profondità. Ma qui si supera: “Dimmelo tu” è forse il suo brano più consapevole. C’è Londra nei suoi accordi sospesi, Roma nei suoi silenzi, e la Sardegna nei suoi ritmi arcaici.
Una canzone che richiede ascolto attivo, empatia e tempo: qualità sempre più rare. Ma che, proprio per questo, valgono più di tutto.
CONTATTI E SOCIAL