
A consegnarlo è stato Lluís Llach. Domenica 11 ottobre la cantautrice ha cantato in veneto una canzone di Vladimir Vysockij nella serata dedicata a Sergio Secondiano Sacchi
Rachele Colombo ha ricevuto il Premio alla carriera per la cançó en llengües minoritàries (per la canzone nelle lingue minoritarie) al Mare Llengua Festival, la rassegna internazionale della canzone d’autore nelle lingue minoritarie che si è svolta al Teatro Civico di Alghero dall’8 all’11 ottobre 2026. Il premio le è stato consegnato da Lluís Llach, ospite speciale di questa edizione.
“Una carriera lunghissima che va tutta nella stessa direzione ostinata e contraria di chi lavora solo per ciò in cui crede”, si legge nella motivazione. “Noi siamo felici di premiare la sua ricerca pluriennale e la sua testardaggine nel non lasciare mai quella strada. È molto importante guardare ad artisti come lei, quelli che resistono e mettono il proprio talento a disposizione della comunità, ed è ancora più importante perché è il lavoro di una donna e il lavoro delle donne non si vede mai abbastanza.” La motivazione richiama la ricerca di Rachele Colombo sulla musica e sulla lingua veneta, affrontate “non come qualcosa da conservare dentro una teca ma come materiali vivi da studiare, reinterpretare, innovare”.
Domenica 11 ottobre, alle 19.30, il Teatro Civico ha ospitato la serata dedicata a Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Premio Tenco scomparso quest’anno. La Direttrice Artistica Claudia Crabuzza ha chiesto ad alcuni degli artisti presenti di tradurre nella propria lingua minoritaria un brano di Il volo di Volodja, l’album tributo a Vysockij nato al Premio Tenco del 1993: le canzoni del cantautore e attore russo, tradotte e adattate in italiano da Sacchi, erano state allora interpretate da grandi della canzone italiana: Eugenio Finardi, Luciano Ligabue, Vinicio Capossela, Cristiano De André, Paolo Rossi, Juan Carlos “Flaco” Biondini, Francesco Guccini, Milva, Giorgio Conte, Andrea Mingardi e Angelo Branduardi, mentre Roberto Vecchioni aveva scritto per il disco Vladimir, un omaggio originale.
Rachele Colombo ha reinterpretato in veneto Ho portato la mia pena; nel disco del 1993 la cantava l’attrice Marina Vlady, allora moglie di Vysockij e scomparsa nelle scorse settimane. Sul palco, con lei, Alessio Lega, Mirco Menna, Claudia Crabuzza, Carlo Doneddu, Federico Perantoni Marras, Andrea Andrillo, Caterinangela Fadda, Beatrice Campisi e Olden.
Ricordiamo che Lluís Llach ha scritto e cantato in catalano anche negli anni del franchismo, quando i suoi testi passavano dalla censura e alcuni suoi concerti venivano vietati. La sua L’estaca (1968) è stata cantata nelle manifestazioni contro il regime e, tradotta in polacco da Jacek Kaczmarski con il titolo Mury, è diventata un inno di Solidarność. Nel gennaio 1976, due mesi dopo la morte di Franco, Llach ha tenuto tre concerti al Palau d’Esports di Barcellona; nel 2026 il festival Barnasants li ha ricordati per il cinquantesimo anniversario. A consegnare il premio a Rachele Colombo è stato dunque un autore che ha costruito tutta la sua opera in una lingua minoritaria.
