Nùvo a Cyrano Factory: «Ho imparato a non scegliere una sola parte di me. Con “Resto io” riparto da ciò che sono»

  • WhatsApp
  • Telegram
  • Reddit
  • LinkedIn

Dallo studio del violino ai club, fino alla necessità di fermarsi per riscoprirsi autentico: il percorso di Nùvo è una continua ricerca di equilibrio tra fragilità ed energia. Con il singolo “Resto io”, l’artista chiude la trilogia di “3 Battiti” trasformando la solitudine post-rottura in un atto di rinascita e indipendenza. Ai microfoni di Cyrano Factory, Nùvo si racconta senza filtri tra bivi del passato, l’importanza di non avere fretta e la voglia di unire scrittura intima e cassa dritta nei suoi prossimi capitoli sonori.

Muovere i primi passi nella musica richiede spesso di fare i conti con aspettative, insicurezze e compromessi. Qual è stata la sfida più complessa con cui hai dovuto fare i patti all’inizio del tuo percorso?

Probabilmente capire quale fosse davvero la mia identità. Ho iniziato molto giovane, passando dalla formazione classica con il violino al canto e poi alla scrittura, fino ad avvicinarmi alla dance e al mondo club. All’inizio cercavo molto di capire dove dovessi collocarmi, mentre con il tempo ho capito che non dovevo necessariamente scegliere una sola parte di me. La sfida più grande è stata proprio imparare a fidarmi di quello che sentivo mio.

C’è stato un bivio o un passaggio a vuoto che si è poi rivelato fondamentale per forgiare la tua identità e darti la spinta per andare avanti a modo tuo?

Sicuramente i periodi di pausa sono stati importanti. Quando ti fermi pensi di stare perdendo tempo, invece a volte è proprio lì che capisci cosa vuoi davvero. Nel mio caso, anche se non per mia scelta, allontanarmi per un periodo dalla musica mi ha fatto capire quanto mi mancasse e soprattutto come volevo tornarci. Nùvo nasce anche da questa consapevolezza: ripartire senza rincorrere quello che pensavo gli altri si aspettassero da me.

Pensando a ciò che ascoltavi all’inizio rispetto a quello che ascolti oggi, qual è stato l’incontro artistico o il disco che ti ha fatto scattare il desiderio di alzare l’asticella della tua scrittura?

Più che un singolo disco o un artista, direi che sono stati diversi incontri musicali. Lady Gaga è sicuramente un riferimento importante per il modo in cui riesce a unire pop, identità e performance. Poi c’è tutta la musica dance degli anni ’90 e 2000, che ho sempre sentito molto vicina e che continua a influenzare il mio modo di pensare al suono e alle melodie. A questo si aggiungono artisti come Avicii e David Guetta, che mi hanno fatto scoprire un modo più contemporaneo di unire elettronica ed emozione. Oggi cerco proprio questo: portare una scrittura personale dentro produzioni che abbiano energia, immediatezza e voglia di far muovere.

Se potessi incontrare il te stesso del primo giorno in studio o del primissimo provino, quale illusione gli toglieresti e quale incoraggiamento gli daresti?

Gli toglierei l’idea che tutto debba succedere subito. Quando inizi hai fretta, vuoi capire immediatamente se quello che stai facendo funzionerà oppure no. Gli direi di vivere un po’ di più il percorso, compresi gli errori e i momenti di pausa. E soprattutto gli direi di non cercare troppo l’approvazione degli altri, perché le cose hanno iniziato ad avere davvero senso quando ho cominciato a riconoscermi in quello che facevo.

Un titolo è spesso la chiave d’accesso all’intero mondo emotivo di una traccia. Come sei arrivato a questa scelta e che peso specifico ha per te?

“Resto io” racchiude praticamente tutto il senso della canzone. Nasce dalla fine di una relazione e da quella sensazione in cui, dopo aver dato tanto a qualcuno, ti ritrovi nuovamente solo con te stesso. All’inizio quel “resto io” può sembrare quasi una frase malinconica, ma per me cambia significato durante il brano: non è più “sono rimasto solo”, ma “ci sono ancora io e posso ripartire da qui”. Per questo mi sembrava il titolo più semplice e allo stesso tempo più forte.

Cyrano Factory ama esplorare l’artigianato musicale: verso quale direzione sonora o tematica si sta muovendo la tua penna per i prossimi capitoli del tuo lavoro?

Con “Resto io” si chiude il percorso dei “3 Battiti”, ma sento che si sta aprendo una fase nuova. La direzione verso la quale spingo di più in questo momento è sicuramente la dance, mondo che mi è sempre appartenuto. Allo stesso tempo non voglio perdere la parte emotiva della scrittura, perché è quella da cui parto sempre. Mi piace l’idea di poter raccontare anche qualcosa di fragile o malinconico attraverso un pezzo che, magari, ti fa ballare. Credo che i prossimi capitoli nasceranno proprio da questo contrasto. Però posso dire che ci saranno anche brani di diversa impronta, amo troppo spingermi oltre e continuerò a farlo!

 

- 06/10/2026

ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER

Subscribe

* indicates required
© Cyrano Factory è prodotto da Media Factory Adv. All rights reserved.
ACCEDI CONTATTI REGISTRATI AUTORI