
Sarà visitabile fino al prossimo 31 ottobre 2026 la II° edizione della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Durazzo – fondata dal Dottor Oltsen Gripshi, curatore e storico dell’arte, a cura di Massimo Scaringella, sostenuta dal Ministero del Turismo, della Cultura e dello Sport e dal Comune di Durazzo, in collaborazione con le Ambasciate di Polonia, Kosovo, Brasile e Bulgaria, nonché con l’Istituto Italiano di Cultura.
L’artista bulgaro Nikolay Deliyanev, già noto a livello internazionale e unico rappresentante del Padiglione Bulgaria ha presentato il suo trittico “Boundary Illusion”, nella storica Galeria e Artit Pamor Nikolet Vasia posizionata nel cuore pulsante di Durazzo, che risponde pienamente al tema della Biennale che quest’anno è “Periphery Visual Transitions” (Periferia: transizioni visive).
All’inaugurazione ufficiale che si è tenuta presso l’ex Villa Reale di Re Zog, che domina dall’alto Durazzo con una vista panoramica mozzafiato, hanno partecipato, cariche istituzionali albanesi ed internazionali di primo livello, dal Ministro del Turismo, Cultura e Sport albanese Blendi Gonxhja, al Prefetto della Città di Durazzo Adrian Gurra e al Direttore della Cultura del Comune di Durazzo Migena Muhaj.
A livello internazionale erano presenti Ivaylo Kirov, Ambasciatore della Repubblica della Bulgaria, Skender Durmishi Ambasciatore della Repubblica del Kosovo, Wojciech Unolt Ambasciatore della Repubblica della Polonia e Cesare Leite Chargè D’affaires dell’Ambasciata del Brasile.
Come ha sottolineato l’Ambasciatore della Bulgaria, Dottor Ivaylo Kirov: “Il tema di questa edizione – “Periferia: Transizioni Visive” – solleva un interrogativo affascinante: Chi decide dove è posizionato il centro e dove abbia inizio la periferia? Il nostro artista bulgaro, Nikolay Deliyanev, esplora questa domanda attraverso il suo linguaggio visivo distintivo. Nel suo trittico “Boundary Illusion” (Illusione del confine), linee, colori e ritmi ottici mettono in discussione la certezza di ciò che vediamo. Un confine può sembrare immutabile, finché non cambiamo posizione. A volte, basta una nuova prospettiva per svelare una nuova possibilità. E difficilmente si potrebbe trovare una cornice più adatta per questa definizione di Durazzo. Un porto non è mai semplicemente il margine di un Paese; è un luogo di arrivo, di partenza e di incontro. Per secoli, questa città ha collegato sponde, popoli e culture differenti. È proprio questo ciò che perseguiamo attraverso la cooperazione culturale tra Bulgaria e Albania: creare occasioni affinché le persone possano incontrarsi, scoprirsi a vicenda e guardare oltre i confini familiari. L’arte non cancella le nostre differenze. Ci aiuta a comprenderle e ci avvicina.
Che questa Biennale possa ispirare nuovi confronti, legami duraturi e, soprattutto, il coraggio di guardare il mondo da una prospettiva diversa.”
Attraverso un linguaggio visivo fatto di forme stratificate, trasparenze e graduali dissolvenze, “Boundary Illusion” di Nikolay Deliyanev mette in discussione le nozioni stesse di centro e periferia, suggerendo che ogni punto dell’universo possa essere, simultaneamente, origine e frontiera. Qui, il confine non separa; genera possibilità, apre nuovi spazi di interpretazione e ridefinisce continuamente il rapporto tra l’umanità e l’infinito.
L’opera invita lo spettatore a confrontarsi con l’illusione dei limiti, trasformando l’ignoto da luogo di distanza in spazio di connessione. In quest’ottica, il margine dell’universo non è un punto d’arrivo, ma un orizzonte in continua espansione dove la percezione si dissolve, dando vita a una nuova consapevolezza: ogni confine esiste solo finché scegliamo di credervi.
L’opera di Deliyanev indaga il rapporto tra percezione visiva e movimento, invitando lo spettatore a interagire attivamente con l’opera d’arte. Attraverso un preciso equilibrio tra geometria, luce e colore, le sue composizioni trascendono la rappresentazione statica, creando ambienti percettivi immersivi in cui l’immagine viene continuamente ridefinita dall’atto stesso della visione.
Il trittico è stato donato dall’artista alla Fondazione della Biennale di Arte Contemporanea di Durazzo e sarà oggetto di esposizione permanente in Albania.