
Formazione musicale, esperienze personali e una ricerca costruita attraversando generi differenti. Con il nuovo singolo l’artista prosegue un progetto nel quale pop, funk, reggae e suggestioni mediterranee diventano strumenti per raccontare emozioni e relazioni

Prima ancora dei generi e delle definizioni musicali, nel percorso di Michele Coletta sembrano esserci soprattutto le persone.
Sono le esperienze, gli incontri e le emozioni a costituire il punto di partenza di una ricerca artistica che negli anni ha attraversato linguaggi differenti, dal funk al reggae, dal pop alle sonorità mediterranee, cercando una propria continuità espressiva.
Dentro questo percorso si inserisce “Boom”, il nuovo singolo in radio dal 2 ottobre 2026, terzo estratto dall’EP Piano piano.
Il brano permette di osservare bene uno degli aspetti che caratterizzano la scrittura del cantautore: la scelta di partire da un’esperienza riconoscibile e quotidiana per trasformarla in una canzone immediata.
In questo caso il tema è quello dell’incontro.
Non un incontro qualsiasi, ma quello capace di produrre una reazione inattesa. Una persona compare e qualcosa cambia. Lo sguardo si ferma più a lungo, il cuore accelera, le cose che sembravano ordinarie iniziano ad avere un valore differente.
Da questa trasformazione nasce il titolo “Boom”.
Una parola che richiama un’esplosione ma che, nel linguaggio della canzone, assume un significato positivo. È la rottura di un equilibrio precedente per lasciare spazio a una nuova possibilità.
Coletta racconta l’amore come una forza che avvicina e invita a superare le difese. Il sentimento diventa una spinta capace di trasformare le incertezze nel desiderio di vivere ciò che sta accadendo, senza eccessivi calcoli.
A sostenere il racconto arrivano sonorità pop dance, un ritmo immediato e un ritornello costruito per entrare rapidamente nella memoria dell’ascoltatore.
La componente musicale contribuisce così a rendere “Boom” uno dei momenti più dinamici dell’EP Piano piano, pubblicato per Rossodisera Records il 3 luglio.
Il progetto discografico rappresenta una nuova tappa di un cammino che per Michele Coletta non è stato necessariamente lineare.
Dopo gli studi al Conservatorio, la sua vita ha conosciuto anche un periodo dedicato all’Università e alla famiglia, prima del ritorno alla musica con una consapevolezza differente. Una traiettoria che aiuta a comprendere perché nelle sue canzoni la dimensione personale abbia un peso rilevante.
La musica appare infatti come uno spazio di dialogo piuttosto che come semplice esercizio stilistico.
Persone, libertà, inclusione e desiderio di costruire messaggi positivi costituiscono alcuni dei temi attorno ai quali si sviluppa la sua ricerca.
Anche la varietà dei generi utilizzati sembra rispondere a questa impostazione. Funk, reggae, pop e Mediterraneo non vengono presentati come compartimenti separati, ma come differenti possibilità espressive da scegliere in base a ciò che si vuole raccontare.
Con “Boom” è il pop dance a diventare il linguaggio ideale.
Il singolo, scritto da Michele Coletta e Umberto Canino e composto musicalmente insieme ad Antonio Lanotte, segue “Balliamo piano” e “Sutta lu sule”, precedenti anticipazioni dell’EP.
Tre brani che mostrano sfumature differenti di uno stesso progetto e che contribuiscono a delineare l’identità di un autore interessato più alla coerenza del racconto che alla rigidità delle etichette.
“Boom” aggiunge a questo percorso il tema dell’imprevisto.
Perché si può programmare un disco, costruire un arrangiamento, scrivere una canzone. Molto più difficile è programmare gli incontri che cambiano qualcosa dentro di noi.
Ed è proprio in quello spazio imprevedibile che Michele Coletta sceglie di far partire la musica.