Marco Della Gatta e il suo album “Tu non conosci il Sud”

  • WhatsApp
  • Telegram
  • Reddit
  • LinkedIn

Un viaggio sinestetico tra i versi di Bodini, Pagano, Comi e Toma

Tu non conosci il Sud” è il progetto discografico del pianista e compositore Marco Della Gatta. L’album non è soltanto una raccolta di brani, ma un’operazione culturale profonda che esplora la musicalità intrinseca della parola nella poesia salentina del Novecento. Attraverso le voci di giganti come Vittorio Bodini, Vittorio Pagano, Girolamo Comi e Salvatore Toma, Della Gatta costruisce un ponte tra letteratura e musica, ispirandosi alla concezione mallarmiana del suono e all’aria della prima metà del secolo scorso.

Accompagnato da Marco Chiriatti (clarinetto e sax) e Stefano Rielli (contrabbasso), Marco Della Gatta (pianoforte e voce) interpreta musiche originali nate da una simbiosi totale con il testo. Il risultato è un’ambientazione vicina al jazz, dove l’improvvisazione dialoga con il rigore formale della metrica poetica, liberando il senso profondo dei versi attraverso l’amplificazione sonora.

Il Sud descritto da Della Gatta è quello “mitico e ancestrale” di Bodini, dove il Barocco leccese non è solo architettura, ma un horror vacui dell’anima. È il Sud della luce tragica di Pagano, dell’insofferenza visionaria di Toma e del disordine esistenziale di Comi

La vocalità di Della Gatta, intensa e profonda, si fa strumento tra gli strumenti, rispettando l’arte poetica e trasformando la lettura in un’esperienza emotiva totalizzante.

 

TRACK BY TRACK

 

  1. Lecce (V. Bodini)

Un’apertura che è un “carnevale di pietra“. Il sax di Chiriatti danza tra gli angeli dai dolci seni e i guerrieri saraceni dei cornicioni leccesi, rincorrendo quel cielo “biancamente dorato” che simula l’infinito per fuggire dalla noia.

 

  1. Tu non conosci il sud (V. Bodini)

Il brano che dà il titolo all’album. Una melodia essenziale che evoca le case di calce e la durezza di una terra dove il sole morde. Il contrabbasso di Rielli sottolinea il “luccicare sordo” delle montagne in un’atmosfera sospesa.

 

  1. Canto dell’estate (G. Comi)

Qui la musica si fa “ebbrezza sopra la faccia“. Un brano solare, saturo del respiro del paradiso, dove il pianoforte di Della Gatta ricrea quel “ronzio d’arie d’oro” tipico della calura mediterranea.

 

  1. Sto davanti alla tua caverna (V. Bodini)

Il clarinetto entra in un dialogo serrato e quasi ironico con la voce. Una sfida tra la modernità della sintassi e il silenzio ancestrale di una roccia a cui restare abbrancati.

 

  1. Primavera (V. Bodini)

Un brano delicato come i campanili-margherite del Sud. L’arrangiamento evoca l’ombra di pavone sul selciato e il battito smarrito delle ore fra gli ulivi.

 

  1. Ballo / Festa (V. Bodini)

Una danza evocativa che rincorre il sogno perduto di dame e cavalieri. La musica brilla come il fiammifero del testo, cercando di trattenere un passato che brucia tra i polpastrelli.

 

  1. Un giorno di questi (S. Toma)

L’insofferenza di Toma esplode in un ritmo più deciso e inesorabile. La musica asseconda la volontà di “raddrizzare le nuvole” e la forza visionaria di un Dio che comanda su capre e galline volanti.

 

  1. Io spero che un giorno (S. Toma)

Un brano di solitudine fiera. La musica si fa rarefatta per descrivere i “falchi belli e alteri“, dominanti ma soli come mendicanti nell’azzurrità più vasta.

 

  1. Fatto lampo (V. Pagano)

Il lirismo libero di Pagano si trasforma in un soffio. Il sax soprano accompagna il commiato del passero, in una ricerca sonora che precipita nella vita come un lampo improvviso.

 

  1. Ai gigli (V. Pagano)

Uno dei momenti più intensi. Il dialogo tra contrabbasso e pianoforte celebra l’amore che assomiglia all’ombra, in un canto “distruttore” che vela la gemma estrema del pianto.

 

  1. Canto alla vita (G. Comi)

Eseguito per soli pianoforte e voce, è un’orchestrazione di respiri. Una tensione verso lo spirito d’armonia che corona di gioventù perfetta la giornata del poeta.

 

  1. Quando tornai al mio paese del sud (V. Bodini)

Il ritorno doloroso. Il clarinetto scava tra le zolle del passato, evocando quei “terribili polsi di morti” in una melodia che sa di rassegnazione e morte interiore.

 

  1. Con gli occhi viola (V. Bodini)

Un’arpa immaginaria suonata nel proprio involucro. Sax e pianoforte creano monumenti di polvere e sabbia per i miti brevi di un’adolescenza fatta di datteri acerbi e fumo cilestrino.

 

  1. La stella sulla casa (V. Bodini)

Un brano notturno e simbolico. La musica si fa “lingua che verrà riscoperta“, trasmettendo segnali tra le scolte medioevali deste sulle mura della bellezza emblematica.

 

  1. Finibus terrae (V. Bodini)

Il gran finale. Un’aria di “gomma scura” accompagna il carro verso il tramonto, dove l’Italia termina in una rissa d’acque ai piedi di un faro. È l’ultimo ritorno dei salentini, che rientrano nel nulla con il cappello in testa.

 

Ascolta l’album su Spotify

https://open.spotify.com/intl-it/artist/5GL8xMEh3p1v3DtoXW9I28  

 

Pianista, compositore e docente dal background sterminato, Marco Della Gatta è una figura poliedrica che spazia con naturalezza dalla musica classica al gospel, dal pop al rock, fino alle colonne sonore cinematografiche. La sua firma appare in opere di respiro internazionale: ha realizzato e arrangiato le musiche per il film “Nuovomondo di E. Crialese (Leone d’Argento a Venezia 2006) e per il documentario “Che Saccio (Venezia 2008).

Con una formazione d’eccellenza conseguita tra i Conservatori di Lecce e Bari, Della Gatta ha intrapreso una carriera concertistica che lo ha portato nei più prestigiosi centri culturali d’Europa (Vienna, Praga, Monaco, Ginevra, Budapest). Il suo curriculum vanta collaborazioni con i più grandi nomi della musica italiana e internazionale: da Mauro Pagani a Stewart Copeland, da Fabrizio Bosso ad Ares Tavolazzi, passando per Renato Zero, i Pooh, Teresa De Sio, Raiz e le grandi orchestre RAI. Dal 2004 al 2010 è stato pilastro della Notte della Taranta, partecipando a tour mondiali e al Concerto del Primo Maggio a Roma. Oltre alla sua attività di arrangiatore gospel-jazz (Deem Quartet, Souldiesis), le sue composizioni sono da oltre dieci anni la colonna sonora di programmi iconici come “Linea Blu” e i servizi del TG1.

- 07/08/2026

ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER

Subscribe

* indicates required
© Cyrano Factory è prodotto da Media Factory Adv. All rights reserved.
ACCEDI CONTATTI REGISTRATI AUTORI