
Siamo dentro suoni molto retrò nello stile, i riverberi che tanto richiamano certi modi alla pianobar e che avevano ampiamente decorato un certo pop d’autore anni ’80. Esce “Futuro incerto” a firma di Giuseppe Cosimo Oppedisano e qui, nel pop di artigianato di un tempo, regna sovrana una riflessione sull’emergenza ambientale e sulle conseguenze delle azioni umane, tra inquinamento, rifiuti e costruzioni selvagge. Un brano nato per sensibilizzare chi ascolta sul rapporto sempre più fragile tra uomo e ambiente. Puntiamo il focus sulla produzione senza tralasciare un certo modo di fare canzone di tutti…

Un argomento di tutti… doveva suonare pop o sbaglio?
Sì, assolutamente. È un tema che riguarda tutti e ho pensato che il pop fosse il linguaggio più diretto per arrivare alle persone.
Come avete lavorato alla produzione?
Abbiamo cercato di dare al brano un suono moderno e coinvolgente, lasciando però che fossero le parole e il loro significato a rimanere al centro.
Hai sentito che il tuo testo sia stato in qualche modo edulcorato o deformato dal suono che ha ricamato la produzione?
No. La produzione ha dato al testo un vestito musicale, ma senza modificarne il significato e il messaggio.
“Futuro incerto”… la tua prima soluzione che ti viene alla mente?
Non arrendersi. Il futuro può essere incerto, ma dobbiamo continuare a cercare una strada e avere il coraggio di costruirla.
Dopo aver affrontato un tema collettivo come questo, quali altri aspetti della società contemporanea vorresti portare nelle tue prossime canzoni?
Vorrei continuare a parlare della vita, delle persone, delle emozioni e del tempo che passa. Sto preparando anche un mio nuovo inedito, “Io sono Cosimo”, che uscirà a breve e sarà disponibile su YouTube e Spotify.