Origami sonori e teatri dell’anima: il mondo visivo di “A mente scalza”

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Guardare un disco prima ancora di ascoltarlo è un’esperienza sempre più rara nell’era della musica liquida. Eppure, nel caso di A mente scalza di Rita Zingariello, l’elemento visuale non costituisce un semplice apparato promozionale di contorno, ma è parte integrante della poetica del progetto. Dalle illustrazioni materiche firmate da Giuseppe Incampo per il vinile e il libretto fino all’impianto concettuale del videoclip del singolo Le balene di notte, l’opera si configura come una narrazione crossmediale organica, dove il suono evoca scenari plastici e le immagini si fanno partitura musicale.

 

Il videoclip de Le balene di notte, curato dal videomaker Alberto Mocellin con la consulenza creativa di Dalia Gravela e l’immagine curata da Annarita Mattei, offre una chiave di lettura fondamentale per penetrare il disco. Girato interamente con l’ausilio del green screen ma trattato con l’estetica calda e tattile di un teatrino di carta artigianale, il filmato vede la cantautrice navigare a bordo di una fragile barca origami attraverso le quattro fasi del giorno. Lungo la traversata compaiono animali totemici stilizzati — un lupo, una scimmia, un fenicottero, un orso, un cervo — a rappresentare le diverse declinazioni dell’animo umano. Quando nel finale la barca tocca la terraferma e l’artista scende sul suolo reale, si compie il salto: il superamento dell’illusione protettiva della mente per abbracciare la vita vera.

 

Questa stessa cura visiva permea ogni passaggio acustico dell’album. Brani come Fidarsi, sostenuto dal contrabbasso corporeo di Ferruccio Spinetti, possiedono una tridimensionalità scenica degna di una pièce teatrale in un solo atto, dove la luce sembra provenire da un unico riflettore laterale. In Di silenzi, l’intreccio vocale con Ernesto Marciante richiama un serrato dialogo cinematografico a due luci, giocato sui piani sequenza delle rispettive timbriche. L’intervento orchestrale di Valter Sivilotti su Scivola distende invece un fondale pittorico su cui la tromba di Fabrizio Bosso traccia linee solitarie, simili a pennellate di luce in un quadro notturno di Edward Hopper.

 

La coerenza estetica di A mente scalza, rifinita negli arrangiamenti con Vincenzo Cristallo e curata nei dettagli grafici da un team affiatato, risiede nella sua natura profondamente artigianale: nulla appare artificiale o demandato ad automatismi digitali. Rita Zingariello ha edificato un micro-mondo poetico dove la musica possiede il peso specifico della carta piegata a mano e il calore del legno degli strumenti acustici. Un progetto che restituisce dignità all’oggetto-disco e dimostra come la narrazione visiva possa amplificare, senza mai tradirla, l’intima purezza della canzone d’autore.

- 23/10/2026

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