Anita Brightfly: emancipazione e suono del futuro dentro “Margherite”

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Delicatissimo oltre che spigoloso questo nuovo lavoro di Anita Brightfly, un filo invisibile che lega la fragilità all’energia vitale delle esperienze vissute. L’EP “Margherite”, pubblicato l’8 maggio 2025 e che vede la produzione di Edoardo Piccolo, è un viaggio intimo e cosmopolita, dove il pop si apre a una danza elettronica capace di trasformare i sentimenti in luce sonora. Frammenti autobiografici, evoluzione artistica e personale, ferite da risanare e lotte di resistenza. Un piccolo disco sicuramente, ci viene voglia di sperimentare ancora, curiosi di capire dove potrebbe dirigersi l’estro e il suono. È quel coraggio che spesso manca in ogni giorno…

Nel tuo percorso parli spesso di trasformazione: cosa significa per te “cambiare senza tradirsi”?
Non credo di tradire me stessa cambiando, mi tradisco quando resisto al cambiamento, fatico ad accettarmi e do un giudizio negativo sulle sue implicazioni. O quando non rispetto me stessa entrando in conflitto con il mio sentire, con il mio vero sè, e mi abbaio addosso un devo che non ha senso e non porta nulla di positivo.

Universalità e confessione: il pop è di tutti ma questo disco poi resta ad identificare soltanto te. Se d’accordo?
Bè ovvio! L’ho creato io con l’ausilio di Edoardo, il bravissimo arrangiatore e musicista.

Nella tua musica ci sono radici europee ma anche aperture internazionali: senti di appartenere a un luogo preciso o a più geografie interiori?
Dio che domandona! Non lo so dovrei andare in psicanalisi un anno per poterti rispondere adeguatamente.

Scrivere canzoni può essere terapeutico, ma è sempre anche un atto di esposizione: fino a che punto sei disposta a farti vedere davvero?
Non metto un asticella lo scopro strada facendo. Mi sembra che fino ad ora comunque non ho scherzato.

La tua biografia racconta di inizi tardivi rispetto ai canoni del mercato: questo ti pesa o lo vivi come un vantaggio in termini di maturità artistica?
Non mi pesa perchè vivo in una bolla creativa tutta mia e non mi confronto per adesso, il che è di certo la mia salvezza e salvaguarda la mia assoluta libertà nel creare. Questa è la cosa bella il resto è noia. Oltretutto se è andata così significa che prima non ero in grado di fare una cosa così immensa per me: realizzare il mio sogno.

 

- 13/10/2025

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