Viktor und Viktoria, uno straordinario viaggio nella Berlino del 1933… o è l’Italia di oggi?

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Viktor und Viktoria, prodotta da Pigra e in tournée nei maggiori teatri italiani, è una commedia musicale allegra e spumeggiante, scritta da Giovanna Gra e diretta da Emanuele Gamba, liberamente tratta dall’omonimo film del 1933 diretto da Reinhold Schünzel, e scritto da Hans Homsburg. A questo film si ispirò anche il celebre regista Blake Edwards che con il suo Victor Victoria ottenne ben sette candidature ai premi Oscar 1983, vincendo il premio per la migliore colonna sonora, adattamento con canzoni originali (nel 2000 l’American Film Institute la inserì al 76º posto della classifica delle cento migliori commedie americane di tutti i tempi). Nei panni di una donna che interpreta un uomo che interpreta una donna c’era una strabiliante Julie Andrews, mentre il ruolo di Todd, il suo amico gay truffatore e combina guai, fu interpretato da un magnifico Robert Preston.

È proprio in ossequio alla pellicola di Schünzel che Giovanna Gra ambienta la sua stesura nella Berlino della Repubblica di Weimar, un momento storico in continua evoluzione e trasformazione, così come l’identità della donna-uomo-donna Suzanne Weber, alias Viktor und Viktoria. Il regista tedesco visse sulla sua pelle quel momento storico, terribile per molti versi e effervescente per altri. L’ascesa al potere dei nazisti lo obbligò, infatti, a lavorare solo con un permesso speciale perché era considerato halbjude, mezzo-ebreo, finché non fu costretto a emigrare a malincuore negli Stati Uniti, nel 1937. Il suo Viktor und Viktoria fu persino considerato da alcuni fanatici una velata parodia del motto fascista “vincere e vinceremo”, causandogli ulteriori problemi.

Nei panni della dolce performer Suzanne Weber, artista povera e affamata ma dotata di una sensuale voce roca, troviamo Veronica Pivetti. Suzanne si ritrova senza un soldo in una Berlino attonita, passata dalla ricchezza alla miseria della repubblica di Weimar. In cerca di una scrittura, Suzanne incontra un collega attore, Vito Esposito (Yari Gugliucci) immigrato napoletano simpatico e geniale, perdutamente innamorato di Lilli Shultz (Roberta Cartocci), una bizzarra ballerina “molto bionda”. Suzanne ha fame, freddo e il cuore spezzato, e si affida a Vito per mancanza di alternative, più che per fiducia.

E così, sullo sfondo di una Berlino dilaniata dalle violenze dei nazisti di Hitler contro gli spartachisti dell’estrema sinistra, nasce una storia di intensa amicizia tra lei e Vito. I due condividono la stanza, il letto (ma solo per dormire), i vestiti e persino la fame, che evidentemente aguzza l’ingegno di Vito, il quale partorisce un’idea che cambierà i destini di tutti. La vita notturna della Berlino del tempo è dissoluta e libertina, i cambi di sesso e l’amore libero affascinano il pubblico, che ama gli spettacoli divertenti basati sugli scambi di genere, e a Vito offrono di interpretare il ruolo di un travestito, un uomo che interpreta una donna. E Vito offre il ruolo a Suzanne: lei dovrà essere una donna che interpreta un uomo che interpreta una donna!

Grazie anche all’aggiunta di un fallo di stoffa nei pantaloni, Suzanne supera il “provino” con la baronessa Ellinor Von Punkertin (interpretata da Pia Engleberth), diventa Viktor und Viktoria e finalmente riscuote il meritato successo, facendosi acclamare in tutti i teatri d’Europa. Con la fama arrivano però anche le complicazioni e una serie di divertenti equivoci e intrecci amorosi, nati dall’incontro con il seducente conte Frederich Von Stein (Giorgio Borghetti), osteggiato però dalle manovre occulte di Gerhardt (Nicola Sorrenti), attrezzista impregnato di ideologia nazista, che costringerà Suzanne a fare le sue scelte. Gerhart è “il tempo che scorre”, colui che porta in scena il “cambiamento”, la Berlino libertina che diventa nazionalsocialista, oppressiva, repressiva, omofoba, razzista e incendiaria, la storia che si ripete, usando le parole d’ordine dello “slang” politico contemporaneo, creando così degli interessanti e veritieri paralleli con il nostro quotidiano. Una commedia brillante che diverte e fa pensare.

Dopo la tappa di Roma al teatro Quirino, la commedia andrà in scena a Vicenza il 21 e 22 febbraio, a Gorizia il 23 febbraio, il 28 febbraio a Fasano, a Genova il 5 e 6 marzo, al teatro Duse di Bologna (8, 9 e 10 marzo), al teatro Nuovo di Milano dal 15 al 24 marzo, a Palermo dal 5 al 14 aprile, a Viterbo il 26 aprile, a Firenze il 27 e il 28 aprile.

Produzione PIGRA, Artisti Associati presenta

Veronica Pivetti in

VIKTOR UND VIKTORIA

commedia musicale liberamente ispirata all’omonimo film di Reinhold Schünzel

versione originale Giovanna Gra
con Giorgio Borghetti, Yari Gugliucci
e con Pia Engleberth, Roberta Cartocci, Nicola Sorrenti
scene Alessandro Chiti
costumi Valter Azzini
luci Alessandro Verazzi
musiche originali e arrangiamenti Maurizio Abeni
regia Emanuele Gamba

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