Unical – Celebrata la morte della democrazia

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Il 17 maggio, in quella che era stata fissata come data ultima per le elezioni studentesche dell’Università della Calabria, centinaia di studenti, radunati in un corteo funebre che ha attraversato l’intero Ponte Pietro Bucci, hanno celebrato la morte simbolica della democrazia, «venuta tristemente a mancare a seguito dell’ennesimo rinvio alle urne tramite IL D.R. n.682 del 9 Maggio 2018 ad opera di Gino Crisci».

La manifestazione, chiaramente improntata in chiave allegorica, ha richiamato l’attenzione sulla pesante situazione in cui grava l’Ateneo calabrese, «sprofondato nell’efferata e ormai duplice tentazione di “congelare” e rimandare il diritto di voto, presupposto inscindibile di qualsiasi istituzione che voglia definirsi democratica».

«La sospensione delle elezioni universitarie a data da destinarsi, che ricalca il deja-vu del 2016, sta provocando un clima di insicurezza e malcontento tra gli studenti del Campus, percepito anche da una parte della restante comunità accademica, che non ha trovato consolazione neppure a seguito degli accorati, inascoltati e ignorati appelli posti alla governance e protocollati dal presidente del Consiglio degli studenti Domenico Tulino, portavoce delle istanze dei circa 900 candidati espressi dalle due liste storiche “Rinnovamento è Futuro” e “Athena”».

Le due liste, pur avendo ribadito più volte di non contestare l’azione di una candidata di presentare ricorso al TAR, a seguito della sua esclusione dalle liste elettorali definitive dalla Commissione Elettorale Centrale per non aver pagato tutte le tasse universitarie, motivo “ufficiale” della sospensione a pochi giorni dal momento elettorale, hanno ribadito la necessità e l’impellenza di andare al voto, secondo il principio per cui la democrazia non può e non deve essere sospesa.

Altresì, le due liste hanno ribadito che sarebbe ancora più grave se, attraverso ulteriori cavillose lungaggini burocratiche, si prolungasse oltre il corrente anno accademico la data di indizione delle elezioni, in quanto si lederebbe il rispetto non più di una ma di circa 250 studenti candidati che, dopo essersi esposti in prima persona per la salvaguardia dei diritti dei propri colleghi ed aver investito un notevole dispendio di risorse ed energie, perderebbero uno dei requisiti di eleggibilità andando oltre il primo anno fuori corso e si ritroverebbero, quindi, discriminati e danneggiati perché esclusi dalla possibilità di essere eletti.

Per scongiurare lo spettro antidemocratico, il presidente del Consiglio degli studenti, in accordo con le due liste, ha presentato una valida proposta, formulata con la duplice intenzione di preservare il diritto della candidata esclusa che ha presentato ricorso nelle liste elettorali definitive e quello dei restanti 900 candidati circa e, specialmente, dei 26.000 studenti dell’Università della Calabria che chiedono di essere rappresentati in modo legittimo e democratico.

La proposta consiste nella riammissione in forma cautelativa della studentessa ricorrente, secondo, tra l’altro, l’analoga richiesta della medesima nel ricorso presentato ed eventualmente nel reintegro degli altri candidati espulsi per la medesima motivazione.

«Una soluzione che è rimasta tuttavia sorprendentemente ignorata e che, oltre a garantire l’esercizio della democrazia nella comunità accademica, avrebbe consentito all’Unical di dare esempio di buona pratica, evitando ulteriore dispendio di risorse per supportare le spese di eventuali altre tornate elettorali, specie in un contesto di malcontento in cui, a causa del cospicuo aumento delle tasse universitarie , l’Ateneo si trova a soffrire una situazione di ingente “spopolamento” rispetto al passato. Ancora, tale soluzione avrebbe garantito l’azione della Commissione Elettorale Centrale dagli esiti inevitabili, destinati ad esplicarsi in tutte le sedi deputate, derivanti dall’ eventuale constatazione del differente trattamento riservato allo studente individuato dalla ricorrente come controinteressato nel suo ricorso. Ma aldilà del “silenzio rettorale “, il risvolto più inquietante e sconvolgente dell’incresciosa situazione in cui versa l’Ateneo, riguarda l’atteggiamento sterile e contraddittorio della lista della candidata esclusa, Unidea, che, pur dichiarando mezzo stampa la volontà di andare al voto, anziché mostrarsi coerente con quanto esplicitato e solidale, quindi, anche con la richiesta della sua stessa candidata ricorrente, strumentalizza con una lettura oscena, ridicola e pretestuosa che rinvia alla blasfemia, il profondo senso civico della manifestazione di ieri , indignando la comunità studentesca e offendendo la richiesta della sua stessa candidata espulsa. D’altra parte, contraddizione e oscurità d’intenti si percepiscono in un fatto ancora più grave: difatti, ancor oggi, a circa 20 giorni dall’effettiva data di presentazione del ricorso della candidata, nonostante la dichiarata volonta’ della stessa e della sua lista di afferenza di andare al voto, alcun deposito del ricorso presso il Tar è avvenuto. Strano, visto che sulla carta a Unidea l’ammissione della candidata ricorrente non farebbe certo male, visto il ritiro volontario di un altro candidato in seno allo stesso organo e la consistente ed oggettiva inferiorità numerica dei candidati presentati rispetto alle altre liste in competizione! Tutto ciò risulta assumere le sembianze di un artificioso complotto per rinviare il voto a favore di una lista che ha sempre rispettosamente “degnato” con onori e corone d’alloro le linee dell’attuale governance, quasi divenendone eco e ed ombra, senza mai mettere bocca con eventuali pareri contrari alla volontà del Magnifico», si legge in una nota stampa a firma delle liste “Rinnovamento è Futuro” e “Athena”.

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