La title track del loro primo album completo è anche la porta d’ingresso nel mondo emotivo e sonoro del disco.
Il punto di partenza è una provocazione forte: immaginare una sofferenza talmente radicale da far sembrare la distruzione una possibile via di uscita.
Un’immagine estrema che serve però a raccontare qualcosa di molto concreto.
La sensazione diffusa di vivere in un’epoca in cui la violenza globale è diventata parte del paesaggio mediatico.
Ogni giorno scorrono davanti ai nostri occhi immagini di conflitti e tragedie. Ma queste immagini condividono lo stesso spazio visivo di contenuti pubblicitari, meme e video di intrattenimento.
Il risultato è una sovrapposizione continua che rende sempre più difficile mantenere una risposta emotiva autentica.
È qui che entra in gioco la parola “civili”.
Nel linguaggio della band, il termine perde la sua dimensione neutra e diventa un simbolo della vulnerabilità umana.
Dal punto di vista musicale, il brano mantiene un’impronta rock molto diretta.
Le chitarre sono abrasive, la sezione ritmica spinge con decisione, mentre l’arrangiamento resta essenziale per lasciare spazio alla tensione del testo.
Registrato tra Milano e le Marche e prodotto da Giuliano Dottori, il disco segna una crescita evidente rispetto al primo EP della band.
La scrittura si fa più precisa, mentre il sound si apre a nuove possibilità timbriche.
“Civili” rappresenta quindi non solo un singolo, ma l’inizio di un percorso artistico più ampio.
Un percorso che prova a raccontare il presente senza semplificarlo.
E che ricorda una cosa importante: anche nel rumore della contemporaneità, la musica può ancora essere uno spazio per fermarsi e ascoltare davvero.
Etichetta: Musica Distesa
Radio date: 13 marzo 2026
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